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Il Covid costa al Comune quindici milioni di euro «Bilancio da riscrivere»

Gian Pietro Zerbini
Il Covid costa al Comune quindici milioni di euro «Bilancio da riscrivere»

Fabbri: vogliamo confermare gli investimenti, ma il Governo deve sostenerci Le prossime mosse del primo cittadino: aiuti alle imprese e alle fasce deboli

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«Attendiamo di capire quali e quante risorse metterà il Governo a disposizione dei singoli Comuni e poi provvederemo ad effettuare la manovra di variazione di bilancio per contenere gli effetti del coronavirus».

Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, elenca quali saranno le priorità di intervento e le mosse nei prossimi mesi dell’amministrazione comunale, in virtù di uno scenario che è completamente cambiato rispetto allo scorso marzo, quando era stato votato il bilancio provvisorio del Comune. L’emergenza sanitaria e i decreti adottati per contenere il contagio hanno cambiato decisamente la carte in tavola ed ora tutti i Comuni hanno bisogno più che mai dei finanziamenti statali straordinari per poter programmare il piano di ricostruzione e di ripresa dopo uno stop che sta creando molti scompensi in tutti i settori economici e sociali.



Si parte intanto da un dato oggettivo, che è quello dei mancati introiti in questo periodo di forzata chiusura di molte attività. E per Ferrara il conto è decisamente salato.

«Da un primo conteggio effettuato - dichiara Fabbri - siamo andati incontro in questi due mesi di emergenza sanitaria a mancati introiti per circa 15 milioni, parlo di mancate rette per servizi e penso soprattutto alla scuola, alla non richiesta di pagamenti, come quella in atto per i parcheggi, ai mancati incassi per l’accesso ai musei o spettacoli organizzati dalle strutture collegate al Comune. Considerato anche che potremo usufruire della sospensione dei mutui da parte della Cassa e Depositi e Prestiti che porterà nelle nostre casse una immediata liquidità di circa 2 milioni, è facile intuire che è necessario un robusto intervento dello Stato per far fronte a queste emergenza e per operare al meglio senza dover limitare gli investimenti che ci eravamo prefissati di fare. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma è un obiettivo che dobbiamo raggiungere».



Su un punto Fabbri sembra irremovibile. Questa crisi non costringerà il Comune a fare retromarce sul piano delle Opere pubbliche. L’amministrazione comunale aveva intenzione in questo settore di accendere anche mutui per un decina di milioni per far fronte al programma in maniera compiuta

«I nostri piani concordati sul fronte dei lavori pubblici - afferma il sindaco di Ferrara - vanno avanti, anzi sarà importante fin d’ora cercare di avviare subito quei cantiere rimasti fermi, per creare lavoro alle imprese e far ripartire anche l’indotto. Tra questi c’è ovviamente il progetto della riqualificazione delle Mura, nel piano quinquennale ci siamo prefissati di restaurarne un chilometro all’anno e siamo intenzionati a far rispettare questo progetto. Oltre a tutta una serie di interventi importanti anche sul fronte della ristrutturazione post sisma».



Particolare attenzione dovrà essere data alle mutate condizioni sociali nate con questa crisi che ha creato nuove povertà e indebolito ulteriormente la struttura economica del territorio. «Su questo fronte dobbiamo impegnarci tutti - dice Fabbri - a definire un piano per andare incontro a queste nuove esigenze sociali ed aiutare le classe sociali più deboli. Se il Governo manterrà le sue promesse, sarà importante sostenere chi ha perso il lavoro e cercare di farglielo recuperare, aiutando la ripartenza economica. Dobbiamo al più presto far ripartire le imprese. A questo proposito devo sottolineare l’ottima collaborazione in cabina di regia effettuata dalla Camera di Commercio di Ferrara con Paolo Govoni, che si sta dimostrando un presidente con P maiuscola».



Fabbri in questi giorni non ha mancato di far sentire la sua critica nei confronti della gestione del sistema sanitario territoriale.

«Avremo modo di capire a giugno - dichiara il sindaco - chi saranno i nuovi direttori generali delle aziende - ma una cosa è certa, non potranno essere calati dall’alto come in passato dalla regione Emilia Romagna, senza un confronto e un ragionamento, bisognerà trovare equilibrio, altrimenti il mio voto non sarà favorevole. E molti sindaci la pensano come me, la Regione deve avviare un confronto con gli attori del territorio. Sotto questo punto di vista ho trovato anche un consenso da parte dell’assessore regionale Paolo Calvano».



In tempi di crisi il taglio delle tasse sembra di difficile attuazione, ma Fabbri punta a confermare questo indirizzo programmatico.

«Il taglio delle tasse - dichiara Fabbri - è una priorità del programma e verrà mantenuto. Anzi vogliamo tagliare ulteriormente le imposte nei confronti della classe produttiva per liberare risorse da impiegare nell’economia. Su questo attendiamo con trepidazione le scelte che farà il Governo per poter rispettare al meglio quanto convenuto in materia di politica fiscale, con riduzioni per le varie categorie. Le imprese che devono ripartire non devono essere punite, ma trovare opportunità per svolgere al meglio il loro compito».



Un aspetto che dovrà essere accantonato o quanto meno rinviato a tempi migliori è quello delle assunzioni. Con ovviamente una fase più approfondita di riflessione sul tema.

«Le assunzioni fanno parte di una voce di spese correnti - precisa il sindaco - per cui anche qui staremo a vedere quanto ci verrà dato. Al momento rimangono in stallo. Ricordo che in questo periodo su 1.300 dipendenti, lavorano in 400. Ci sarà una razionalizzazione nei comparti e il progetto del personale andrà ovviamente rivisto».



Tra le voci in attivo di questa emergenza ci sono alcune risorse che possono essere immediatamente reinvestite.

«Possiamo contare - dice - su mancate spese dovute al fermo, che vanno da quelle scolastiche agli eventi di cultura e spettacoli che sono saltati e che finanziavamo. Questi soldi sarà importante investirli per la ripartenza».



Fabbri sottolinea anche lo spirito di coesione tra le forze politiche. «In questa fase - dichiara - ho notato con piacere la volontà del consigliere di opposizione Dario Maresca di evitare scontri con una specie di tregua istituzionale per lavorare tutti nella stessa direzione per il bene comune della città. Anche con Nicola Minarelli, segretario provinciale del Pd e sindaco di Portomaggiore, oltre ad un’antica amicizia ci lega la visione dell’aiuto da dare al territorio ed essendo entrambi sindaci, siamo consci dell’importanza del rapporto con i nostri concittadini. Coesione importantissima quindi in questa fase ed è quella che stiamo cercando di fare con la Regione».



Fabbri si aspetta un aiuto anche dalla Regione in questa fase emergenziale.

«Diciamo che conoscendo molto bene Paolo Calvano - dice Fabbri - che ricopre un ruolo strategico con la delega al bilancio della giunta regionale, mio aspetto un’attenzione particolare per il nostro territorio e confidando in Paolo, da questo punto di vista sono fiducioso».



Altro discorso importante per Ferrara, è quello della cultura, mai come in questa fase ferma al palo.

«Siamo ragionando - spiega il sindaco - di partire forte subito con i musei, appena ci sarà consentito di aprili. A fine maggio contiamo perciò di proporre Banksy. Siamo intenzionati in questa fase a dare priorità alle mostre e agli spazi espositivi e mettere in secondo piano i lavori di ristrutturazione dei contenitori. Prima è importante riempire i musei e rimettere in moto la macchina, il restauro dei Diamanti può slittare. Non mi dispiacerebbe allestire una mostra in autunno».



Il cornavirus pare abbia migliorato molto i rapporti tra vescovo e sindaco, che si trovano per il gioco della parti spesso su posizioni diverse soprattutto in tema di immigrazione.

«Abbiamo diverse visioni della vita - precisa Fabbri - ma devo dire che mi ha fatto molto piacere anche il suo saluto alla finestra il giorno della Liberazione durante la cerimonia per ricordare il 25 aprile. Mi ha anche telefonato recentemente per sapere come andavano le cose. Con la diocesi abbiamo buoni rapporti, abbiamo risolto insieme il problema della scuola d’infanzia di Pontegradella e bisogna riconoscere il grande contributo dato dagli asili parrocchiali nel sistema dell’educazione, senza quelli sarebbe veramente un problema assicurare la scuola d’infanzia ai bambini del territorio. Il vescovo ovviamente fa il suo mestiere e io faccio il mio, ma non per questo ci sono punti di convergenza, specie quando si lavora per il bene delle persone».



Un legame forte tra città e la squadra di calcio rinsaldato dai contatti tra Fabbri e il presidente Walter Mattioli.

«La Spal è una realtà importantissima per il nostro territorio - dichiara il sindaco. Mi ha colpito una frase del presidente che recentemente mi ha detto: prima di fare i tamponi ai giocatori della Spal è meglio farli a infermieri e dottori che ogni giorni sono in prima linea per arginare questa emergenza. Parole sagge che fanno riflettere sulle gerarchie della difficile realtà che purtroppo in questo momento stiamo vivendo ». —





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