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Prodotto interno lordo a -7% La caduta prevista nel 2020

Gian Pietro Zerbini
Prodotto interno lordo a -7% La caduta prevista nel 2020

L’analisi di Prometeia sugli effetti della crisi sull’economia dell’Emilia Romagna Un crollo degli investimenti del 13,1%, la ripresa già dal prossimo anno 

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I primi effetti del coronavirus in termini previsionali sull’economia emiliana cominciano a delineare un quadro in forte recessione. L’edizione di aprile degli “Scenari per le economie locali” di Prometeia, analizzati dall’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna, si basa su un‘ipotesi relativamente positiva, di un periodo di blocco delle attività di circa due mesi, ritardati nel tempo tra i vari Paesi del mondo, e di una successiva parziale ripresa.

L’attesa per il 2020 è di una caduta del prodotto interno lordo regionale del 7 per cento, leggermente superiore a quella del 2009. La ripresa sarà solo parziale nel 2021 (+3,8 per cento), per tornare ai livelli del 2019 occorrerà aspettare il 2024. La caduta del prodotto interno lordo italiano dovrebbe risultare del 6,5 per cento nel 2020, con una ripresa del 3,3 per cento nel 2021.



Secondo le ipotesi di Prometeia sull’anno 2020 il prodotto mondiale dovrebbe ridursi dell’1,6 per cento. In particolare, la flessione dovrebbe risultare del 2,5% negli Stati Uniti, del 5,1% nell’area dell’euro e del 5,3% in Germania, mentre la crescita dovrebbe ridursi al 3,2 in Cina.



Nel 2020 la recessione dell’Emilia-Romagna sarà determinata dal crollo degli investimenti (-13,1 per cento) e dalla caduta delle esportazioni (-9,9 per cento), nonostante una migliore tenuta dei consumi (-5,2 per cento).



Saranno l’industria (-12,8 per cento) e le costruzioni (-11,1 per cento) ad accusare il colpo più duro, ma anche nei servizi la recessione sarà pesante (-4,5 per cento). Secondo uno studio di Unioncamere Emilia-Romagna, la recessione colpirà più duramente le aree dell’Italia settentrionale e centrale a maggior vocazione turistica, quelle a forte densità artigiana manifatturiera ma anche le economie territoriali con elevata propensione all’export.



Gli effetti dell’epidemia da coronavirus condurranno a una netta inversione della tendenza positiva sul mercato del lavoro con una lieve flessione delle forze di lavoro, una netta riduzione degli occupati (-1,4 per cento) e un deciso aumento del tasso di disoccupazione, che raggiunge il massimo degli ultimi quattro anni (6,7 per cento).



Per il 2021 è attesa una ripresa dell’occupazione e un ritorno del tasso di disoccupazione sotto il 6 per cento. E sarà anche una conseguenza del previsto aumento al 3,8% del prodotto interno lordo e un tasso di occupazione in crescita dell’1%. —





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