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Castello di Belriguardo Parte il recupero delle due grandi corti

Castello di Belriguardo Parte il recupero delle due grandi corti

Il primo intervento riguarda il percorso tra i due androni Quindi la via la realizzazione di un parcheggio pubblico

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Il castello di Belriguardo era disposto attorno a due corti. Di fronte alla maestosa torre d’ingresso, superato il primo grande cortile, era la cosiddetta alta corte, residenza del principe, interamente realizzata su due piani (oggi la vediamo purtroppo solamente a metà della sua altezza originale) con logge e portici ovunque, i muri erano intonacati e dipinti con le armi estensi e sul retro si aprivano sterminati giardini scanditi da perfetti ritmi geometrici con corsi d’acqua, fontane, ponticelli, piante esotiche e labirinti di siepi, per rendere più ameno possibile il soggiorno degli ospiti e della Corte Estense.

Quindi i grandi giardini che stavano sul retro: oltre trenta ettari di verde ordinato, percorso da canali geometricamente disposti, in cui il genio estense aveva convogliato le acque del fiume Sandalo (ramo principale del Po in età classica).

Queste due corti saranno in qualche modo recuperate e anche se, e non potrebbe essere altrimenti, non torneranno certo alla “grandezza” dei tempi degli estensi, il progetto, ormai definitivo, promette una riqualificazione degna di nota che andrà a completare un percorso di recupero importante.

l’intervento

Gli interventi alla Delizia di Belriguardo sono suddivisi in due distinti progetti.

Il primo riguarda l’asse viario che attraversa la prima corte e i due androni passanti e prevede il miglioramento delle condizioni di sicurezza per l’accessibilità e la fruibilità delle parti pubbliche del complesso monumentale che ospitano le sezioni archeologica, rinascimentale e moderna del Museo Civico di Belriguardo.

Mentre il secondo progetto comprende la realizzazione di un parcheggio pubblico e il recupero dell’area antistante il complesso monumentale di Belriguardo per la realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile che andrà ad integrarsi a quello esistente.

Il quadro economico di spesa di complessivo di 240mila euro di cui 140mila per lavori (compresi oneri per la sicurezza); e la spesa complessiva è finanziata con contributo Mibact.

il complesso

Oggi la Sala della Vigna è il prezioso ed unico elemento superstite alla foga devastatrice che ha pervaso per quattro secoli tutti coloro che hanno utilizzato il Belriguardo, da quando cioè la famiglia estense, nel 1598, fu costretta ad abbandonare mestamente il feudo ferrarese per restituirlo al Papa, ritirandosi a Modena e Reggio, feudi che i signori Estensi avevano invece ottenuto dall’Imperatore. —

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