Risparmio sull’Imu di 500.000 euro
Per i ferraresi ridotte alcune voci relative al settore agricolo E in più vengono mantenute le aliquote dell’anno scorso
Fra il mantenimento delle aliquote in vigore nel 2019 e la riduzione di alcune voci relative al settore agricolo, il risultato della delibera di definizione delle aliquote Imu vagliata ieri dalla Giunta sarà un risparmio per i ferraresi di 500mila euro di imposte Imu a partire da quest’anno.
«Con questa delibera andiamo in particolare a ridurre dello 0, 1% l’aliquota Imu gravante sui terreni agricoli, con un minore gettito, ossia un risparmio complessivo per le imprese agricole ferraresi, di circa 300mila euro – spiega l’assessore Fornasini – e andiamo ad azzerare completamente la Tasi sui fabbricati rurali ad uso strumentale, con un risparmio di tasse per le imprese agricole ferraresi di altri 200mila euro circa. Con questa delibera i ferraresi pagheranno dal 2020, 500mila euro di imposte in meno».
L’applicazione di tutte le aliquote Imu 2020 porterà al Comune un gettito stimato in 33 milioni di euro che sarà sufficiente per raggiungere l’equilibrio di bilancio e garantire l’erogazione dei servizi. Nello specifico la delibera comunale stabilisce l’azzeramento appunto dell’aliquota per i fabbricati rurali ad uso strumentale; definisce allo 0,25 per cento quella sui fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita; 0,4 per cento ai fabbricati di nuova costruzione destinati all’insediamento di nuove attività produttive a carattere industriale, artigianale, o commerciale, non classificati nel gruppo catastale D, e ai fabbricati acquistati, dall’1 gennaio 2012, da un fallimento o da altra procedura concorsuale; 0,6 per cento e la detrazione nella misura di 200 euro all’abitazione principale classificata in una delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; 0,52 per cento e la detrazione di 200 euro agli alloggi adibiti ad abitazione principale regolarmente assegnati dagli Istituti Autonomi per le case popolari o dagli enti di edilizia residenziale pubblica; 0,76 per cento ai fabbricati di nuova costruzione destinati all’insediamento di nuove attività produttive a carattere industriale, artigianale, o commerciale, classificati nel gruppo catastale D e ai fabbricati acquistati, dall’1 gennaio 2012, da un fallimento, da altra procedura concorsuale; 0,76 per cento su una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), nei rispettivi paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso; 0, 90 per cento per l’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale.
Poi 0,90 per cento su immobili ad uso produttivo classificati in categoria catastale D2 alberghi pensioni e ai terreni agricoli non esclusi a norma di legge; 1,06 per cento ai fabbricati e pertinenze, a disposizione del proprietario o vuoti per un periodo continuativo di almeno un anno e agli immobili di categoria D/5 (banche, assicurazioni, istituti di credito, ecc.) ; 1, 02 per cento a tutte le altre fattispecie immobiliari. –
Giovanna Corrieri
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