Dogato piange l’amico Gigi. Morte improvvisa a 57 anni
Operaio ed ex calciatore, un’emorragia cerebrale la probabile causa del decesso. Lascia la compagna, tre figlie, una sorella ed i genitori
DOGATO. Se ne è andato a soli 57 anni, così, all’improvviso, martedì, lasciando nel dolore la compagna e le tre figlie, oltre a tutti gli altri familiari. Quasi certamente un’emorragia cerebrale la causa dell’improvvisa morte di Pierluigi Pusinanti, per tutti “Gigi”. «Non aveva alcun sintomo - racconta alla Nuova Ferrara la compagna Gloria -, giusto il tempo di dirci che si sentiva male e poi nel giro di pochi minuti non era più con noi». Inutili i tentativi di soccorsi, per “Gigi” ormai c’era più nulla da fare.
La voce si è sparsa molto in fretta nella piccola comunità ostellatese, nella quale il 57enne era conosciuto come un tipo solare, «sempre con il sorriso» raccontano alcuni amici della Dogatese. Ecco, la Dogatese, la storica squadra di calcio del paese alla quale Pusinanti era sempre stato legato. Prima come giocatore, anche se l’addio al calcio è arrivato troppo presto a causa di un brutto infortunio, poi come semplice appassionato, sulle orme del padre Sandrino, per anni dirigente della società biancorossa.
LA VITA
Il 57enne lavorava in un’azienda metalmeccanica di Cavezzo (in provincia di Modena), dalla quale ieri sono arrivate le condoglianze alla compagna: «Faceva tanta strada per andare ogni giorno al lavoro, ma si è sempre trovato bene in quell’azienda e il titolare ce ne ha dimostrato il motivo in questa occasione». Pusinanti, oltre alla compagna Gloria, lascia le tre figlie Carlotta, Lucrezia e Giulia, la mamma Tina, il papà Sandrino, la sorella Arianna ed il cognato Claudio. E, come detto, in queste ultime ore sono stati numerosi i messaggi di cordoglio arrivati ai familiari del 57enne da parte degli amici e di tanti compaesani.
Dolore nel dolore, in questp periodo di emergenza l’impossibilità di dare un ultimo saluto adeguato al proprio caro. L'ultimo saluto a “Gigi” si è tenuto il 30 aprile ed è stato riservato solo ai familiari stretti, i quali si sono ritrovati davanti al cimitero di Dogato per la benedizione del parroco, don Luciano Meneghetti, e poi la salma del 57enne è stata tumulata nel cimitero locale. —
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