«Criteri discriminatori sui buoni spesa» Il giudice al Comune: riaprite i termini
L’atto del tribunale sul ricorso degli stranieri. Il sindaco: decisione assurda, non finisce qui. Soddisfatti sindacati e legali
«Accerta il carattere discriminatorio della condotta tenuta dal Comune di Ferra e per esso dalla Giunta comunale» e «ordina al Comune stesso di riformulare criteri e modalità» per assegnare i buoni spesa dell’emergenza Covid «consentendo la presentazione di nuove domande e attribuendo ai nuovi richiedenti lo stesso importo attribuito agli altri».
Il giudice civile Mauro Martinelli del Tribunale di Ferrara mette fine, al momento, alle polemiche che per settimane hanno acceso politica e società civile ferraresi. I criteri con cui la giunta comunale ha assegnato i buoni spesa – residenza a Ferrara e non domicilio, essere cittadini Ue e se stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo – sono bocciati, perché discriminatori e anzi il giudice indica che i nuovi requisiti debbano essere «relativi alla condizione di disagio economico e alla domiciliazione nel territorio comunale».
Avere fame e vivere a Ferrara
Insomma avere fame e abitare al momento a Ferrara. Una ordinanza che ieri ha fatto rumore, innescando reazioni delle più disparate, viste le migliaia di like e commenti al post del sindaco Alan Fabbri su facebook, alle sue parole: «È una decisione assurda, un attacco vero e proprio all’Italia e alle categorie di persone che hanno sempre lavorato e pagato le tasse, e che mantengono già a proprie spese i richiedenti asilo da troppo tempo». Lo riprende, subito e ruvido, a distanza il segretario Cgil Cristiano Zagatti: «Leggo le dichiarazioni di Fabbri e a mio parere hanno carattere eversivo: affermazioni gravi e intollerabili da un primo cittadino e vorrei invitare il Prefetto a richiamare lo stesso sindaco alle sue responsabilità». Il sindaco tuttavia, dopo l’atto del giudice, non arretra: «Noi andiamo avanti – spiega – abbiamo a cuore, prima di tutto, i diritti dei cittadini e ci opporremo al provvedimento».
Dunque, il conflitto giudiziario non finisce qui: un caso che era stato innescato da due immigrati sostenuti da Asgi (associazione per gli studi giuridici sull’Immigrazione) ai quali si sono poi associati i sindacati Cgil, Cisl e Uil, una decina di immigrati e associazioni Altro Diritto e Umanità. Proprio il legale di Asgi, Alberto Guariso, sottolinea l’importanza di questo pronunciamento a Ferrara: «E il terzo in tutta Italia e dopo Roma, Brescia e Ferrara attendiamo anche l’Aquila: è riconosciuto un principio generale a dimostrazione che i giudici non sono toghe rosse come scrivono sui social ma hanno applicato principi consolidati della Costituzione e buon senso di giustizia».
Vale il disagio economico
Gli fa eco da Ferrara, il collega Massimo Cipolla: «Il giudice ha riconosciuto come requisiti il disagio economico e la domiciliazione a Ferrara: principio che tutela non solo stranieri ma gli italiani che vivono a Ferrara». Conferma l’altro legale Andrea Ronchi «eliminare queste discriminazioni è un vantaggio per tutti i cittadini, a tutela degli ultimi, penultimi e terzultimi e così via». Più duri nei commenti i sindacati: «Questa è una sconfitta dell’ideologia di questa giunta – tranciante Massimo Zanirato, Uil – perché ha messo in risalto la incapacità di amministrare e di un sindaco che non conosce nemmeno le norme». «Questa decisione non mi soddisfa – ragiona Bruna Barberis, Cisl – perché mi sconforta vedere riconosciuto un atteggiamento discriminatorio di un sindaco che aveva detto di voler essere il primo cittadino di tutti». Ora il provvedimento, di fatto, apre la possibilità a tutti gli stranieri domiciliati nel territorio di accedere ai buoni spesa erogati, quasi terminati.
«Ma è nostra ferma intenzione – chiude il sindaco – continuare a tutelare i cittadini che da più tempo risiedono nel territorio e che per settimane, a causa del lockdown, non hanno potuto lavorare e sono stati danneggiati dal Coronavirus in termini economici». E rammenta che «tra questi non ci sono solo italiani, dai numeri delle assegnazioni anche tanti immigrati che da tempo lavorano e vivono a Ferrara, senza alcuna discriminazione». Il Comune ha già dato mandato ai legali di presentare opposizione entro la metà di maggio. –
Daniele Predieri
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