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Ferrara, il mercato è ritornato e chi non può vendere fa il servizio d’ordine

STEFANO BALBONI
Ferrara, il mercato è ritornato e chi non può vendere fa il servizio d’ordine

Dopo lo stop, ieri mattina le prime due bancarelle. In esposizione solo gli alimentari, gente in fila per la spesa

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FERRARA. È ripreso ieri il tradizionale mercato del giovedì in Piazzale San Giovanni, con ingresso contingentato e presenza di ambulanti con rivendita dei soli generi alimentari. Una piccola conquista con la voglia della gente di uscire di casa e tornare alla vita normale pur con il rispetto delle regole sul distanziamento delle persone e il divieto di assembramento, in fila diligentemente.

AMBULANTI AL LAVORO

Solamente due gli ambulanti presenti, Letizia Trondoli che vende frutta e verdura e l’autonegozio Chiodi “Ondablu” specializzato nella rivendita di pesce. «Siamo contenti, la gente chiede di uscire e di tornare alla normalità», fa sapere il figlio di Letizia Trondoli, anch’esso impegnato nell’attività di famiglia. Franco Chiodi spiega invece le difficoltà, sicuramente superabili e legate alla ripresa della loro attività: «le richieste di pesce da asporto vanno soddisfatte previo prenotazione, inoltre abbiamo saputo solo un giorno fa che potevamo riprendere a lavorare e non ci è stato possibile trovare tutto il pesce necessario, ma è importante essere di nuovo presenti».

AMBULANTI AL SERVIZIO D'ORDINE

A presidiare le transenne per permettere l’accesso contingentato ci sono alcuni ambulanti di generi non alimentari e che non hanno quindi potuto riprendere la normale attività. «Ci aiutiamo tra noi, permettendo di lavorare a chi lo può fare», spiega Pier Carlo Baglioni, presidente provinciale dell’associazione nazionale venditori ambulanti aderente a Confesercenti Ferrara e titolare di una bancarella di abbigliamento. Al suo fianco il collega Marco Ferro, ambulante di materiale di arredocasa e Federico Soffritti, consigliere comunale e ambulante di generi di largo consumo per la casa. «Non posso proseguire la normale attività per via delle normative di legge, mentre gli stessi articoli venduti nei negozi sono considerati generi di prima necessità e non sono mai rimasti fermi» spiega lo stesso Soffritti. Il tutto nel soleggiato Piazzale San Giovanni, che come molte altre zone della città si prepara ad avere più libertà di movimento.

STEFANO BALBONI

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