Addio a 61enne di Argenta: «Stava bene». A Goro lacrime e rabbia: faremo causa all'azienda ospedaliera
Fondatore di una radio, è la più giovane vittima senza altre patologie. Rabbia Goro, parte la denuncia all’azienda sanitaria
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FERRARA. Cinque i decessi legati al coronavirus (il totale è 132) comunicati ieri dall’azienda sanitaria negli ospedali ferraresi, anche se due persone sono morte venerdì 1 maggio. Due le vittime codigoresi (entrambe dall’Alma, dove ieri si è registrato un altro decesso, sarà comunicato oggi), una di Fiscaglia, una di Goro e una argentana, non legata alle “solite” strutture, al momento il più giovane fra i decessi non collegabili ad altre patologie.
LUTTO AD ARGENTA
In un territorio comunale già funestato dalle morti legate alle strutture residenziali e all’ospedale, ieri a mezzogiorno al reparto Covid del Sant’Anna di Cona è morto Paolo Cesari di 61 anni, manager della Cnh Global di Modena. E proprio durante il trasferimento per lavoro da Argenta a Modena l’uomo - che non soffriva di alcuna patologia - potrebbe aver contratto il virus, visto che in azienda di fatto lavorava solo lui e la moglie, Cinzia Bonfiglioli, è sì infermiera all’ospedale di Imola ma è a casa per infortunio dalla fine di febbraio e comunque negativa al tampone. «Paolo stava bene - ci racconta la moglie -, nel primo periodo andava tutti i giorni a Modena: partiva in treno da Imola, poi prendeva un bus per arrivare in azienda a Modena. Ad inizio marzo ha avuto i primi sintomi di tosse e febbre, giusto il lunedì successivo doveva iniziare il lavoro in smart working e così è andato fino all’ultimo in ufficio. Nel fine settimana è stato male, il nostro medico lo ha messo in malattia una settimana; non pensavamo fosse coronavirus, allora si diceva che morivano solo gli anziani con altre patologie. Sabato 14 marzo ho chiamato il 118 perché faticava a respirare. È stato portato a Cona, dove il 17 marzo è stato intubato. Migliorava, così il 31 marzo gli sono stati tolti i tubi, ma è peggiorato di nuovo, dal 5 aprile ancora intubato ed è stato un decadimento, erano stati colpiti anche rene e fegato. In pratica, a parte una videochiamata in cui non ha parlato perché era visibilmente sofferente, io e mio figlio non l’abbiamo più visto da quel 14 marzo».
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Cesari era molto conosciuto ad Argenta, come dimostrano i numerosi messaggi di cordoglio giunti già ieri pomeriggio alla moglie tramite Facebook. Era stato anche un calciatore, compagno di squadra del compianto Denis Bergamini prima che quest’ultimo prendesse il volo verso il calcio professionistico. Ma la vera passione del 61enne era la musica: era stato cofondatore di Radio Onda blu Argenta, nata nel 1982 e molto rinomata fino a metà anni Novanta, specie per i collegamenti del sabato sera dalla discoteca Nuovo Mondo di Argenta. I funerali non sono stati fissati, «ma abbiamo ottenuto, grazie pure all’interessamento del sindaco Baldini, di poter permettere ad amici e familiari un ultimo saluto nella camera mortuaria dell’ospedale di Argenta, ovviamente a bara chiusa». Oltre alla moglie, Cesari lascia il figlio Michele, prossimo alla laurea, «e suo padre non ci sarà», chiude tristemente la moglie.
LUTTI A CODIGORO
Due le vittime del coronavirus relativamente a Codigoro. Anche se il primo è in realtà di Massa Fiscaglia, l’88enne Mario Volpi, ospite dell’Alma. Volpi, mai sposato, lascia i fratelli Rosina, Graziella, Carla e Mauro, oltre alla cognata, i cognati ed i nipoti. Conosciuto in paese con il soprannome di “Noge”, ha legato gran parte della sua vita alla Massese, la società di calcio di Massa. «Lui e nostra madre Alberina Balboni erano sempre al campo - ricorda il fratello Mauro -: lei lavava le maglie delle squadre, anche quelle giovanili, lui era il custode del campo, prima a quello vecchio, poi allo stadio tuttora usato dalla Massese. Teneva il prato come un giardino, si arrabbiava se qualcuno entrava quando non si poteva e quando io giocavo ricordo che una volta mi infortunati, ma lui mi rimproverò perché ero andato a letto tardi...».
Volpi era risultato negativo al tampone: «All’Alma stava bene. Ci è stata comunicata la negatività martedì e in quei giorni stava bene. Poi mercoledì sera è peggiorato, tosse e febbre, ed è stato portato al pronto soccorso del Delta», dove è morto pochi minuti prima delle 5 di venerdì. Ieri, alle 8 al reparto Covid di Cona, è poi morto il 96enne Amore Brandolini di Mezzogoro, ricoverato dal 24 aprile scorso al Sant’Anna. Anche questo anziano era ospite della casa di riposo codigorese Alma. Ad entrambi ieri sono arrivate le condoglianze del sindaco codigorese Sabina Alice Zanardi.
LUTTO A GORO
Venerdì alle 11.30 nel reparto Covid dell'Ospedale del Delta è morto all’età di 86 anni Paolino Barini di Goro, un decesso che ha fatto infuriare i familiari. «Mio nonno aveva qualche problema di salute - dice la nipote Debora - ma stava bene e avrebbe vissuto ancora lungo. Due mesi fa mia nonna Albina era caduta ed era stata portata a Cona, era il 4 marzo; il 24 è stata rimandata a casa, in pessime condizioni e senza alcun tampone. Tutti noi parenti evitammo di vederla, mio nonno non usciva più di casa per non contagiarla, ma era lì ed è stato lui ad essere contagiato. Entrambi hanno avuto problemi di febbre e tosse, lei è stata ricoverata al Delta l’1 aprile, lui il 4 ed è morto l’1 maggio».
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Fra l’altro, la moglie Albina è ancora ricoverata e sta male. «Ma stavano bene entrambi. Siamo chiaramente dispiaciuti ma anche arrabbiati, perché eravamo già in marzo, il virus si conosceva e bisognava fare il tampone a mia nonna prima di rimandarla a casa». I familiari dell’86enne (per una vita dipendente del Consorzio di Bonifica) hanno preannunciato una causa all’azienda ospedaliera. Barini lascia la moglie, i figli Niver, Eros e Gianni, la sorella, le nuore, i nipoti ed i cognati. Martedì l’ultimo saluto con cremazione a Copparo e poi al cimitero di Goro.
LUTTO A FISCAGLIA
La quinta vittima è un 74enne del Comune di Fiscaglia: entrato al Delta il 4 aprile, è morto nel reparto Covid ieri all’1.30 della notte. Per il resto, il bollettino delle ultime 24 ore parla di 27 ricoveri (compresi i sospetti, 1 a Cento) fra Sant’Anna e Delta, mentre i tamponi positivi in tutto sono 6 su 303. Arrivati i primi 114 relativi alla Capatti di Serravalle, tutti negativi. Bisogna poi aggiungere 12 persone entrate in isolamento domiciliare (4 di Argenta e 4 di Ferrara) ed altre 15 in sorveglianza telefonica, mentre quelle uscite sono 32. —
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