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EMERGENZA CORONAVIRUS

Le mascherine obbligatorie in Emilia? Almeno di classe "chirurgica"

Le mascherine obbligatorie in Emilia? Almeno di classe "chirurgica"

Chiarimento della Regione sulla norma che scatta domani. Nei negozi non bastano sciarpe, foulard, né le protezioni bianche datte produrre dai comuni

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FERRARA. Tutti con le mascherine anche all’aperto, nell’ipotesi che non si possa mantenere il distanziamento anti-contagio. È questa la disposizione contenuta nella recente ordinanza del governatore Stefano Bonaccini, che vale da domani su tutto il territorio regionale. Restava un dubbio interpretativo su cosa s’intendesse per mascherine, ed è stato spazzato via ieri. Fonti regionali hanno infatti fornito l’interpretazione autentica: si parla di protezioni (non necessariamente Dpi) di livello non inferiore alla mascherina chirurgica, e naturalmente le protezioni di livello superiore, cioè le Ffp2 e Ffp3. Quindi no alle alternative validate da molti sindaci, come quello di Ferrara, cioè sciarpe o foulard (non danno garanzie, spiegano in Regione) e nemmeno alle tante tipologie di mascherine non certificate che sono state distribuite in queste settimane, anche se magari prodotte da aziende riconvertite o “griffate” da colossi del sistema moda. È il caso di ricordare che la disposizione di Bonaccini impone «l’uso delle mascherine nei locali aperti al pubblico. Tale obbligo vige anche nei luoghi all’aperto laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di un metro». Si pone a questo punto la questione di un obbligo imposto senza che ci sia la garanzia delle disponibilità generalizzata dei beni al quale si fa riferimento, anche se ci sono promesse di distribuzioni gratuite e il governo ha posto il prezzo-obiettivo di 0,50 euro. —

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