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I sacramenti al tempo del Covid In chiesa dopo il test per la febbre

I sacramenti al tempo del Covid In chiesa dopo il test per la febbre

Da domani funerali, battesimi e matrimoni, massimo 15 persone, niente cortei. La lettera del vescovo

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I sacramenti al tempo del coronavirus si accompagnano a liturgie profane, fatte di misurazione della temperatura, uso delle mascherine, igienizzazione delle mani.

Da domani si potranno di nuovo celebrare funerali, battesimi e matrimoni, ma senza processioni e cortei e seguendo con precise regole anticontagio: «Inizia una nuova fase per la nostra vita ecclesiale in relazione alle norme di contrasto al Covid-19 e alla tutela delle persone - scrive il vescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, in una lettera ai fedeli – Dopo il lungo frangente, in cui è avvenuta la limitazione di diversi diritti costituzionali, tra i quali anche l’esercizio della libertà di culto, un passo in avanti riguarda la possibilità del rito delle esequie in chiesa o all’aperto, con un massimo di 15 partecipanti, senza cortei funebri, che si aggiunge alla possibilità di celebrare il sacramento del matrimonio e del battesimo, con i testimoni, i padrini e le madrine, e i genitori. È un primo passo verso la ripresa piena delle celebrazioni con il popolo di Dio nelle chiese, rimaste però sempre aperte per la preghiera personale, la visita al santissimo sacramento e le confessioni».

Liturgie in sicurezza

Per partecipare alla messa funebre sarà necessario sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea all’ingresso, che deve risultare inferiore a 37,5° C. In presenza di sintomi influenzali o se il fedele è venuto in contatto con persone positive al Covid-19, è tassativamente vietato entrare in chiesa.

In chiesa si entra solo con la mascherina, chi ne fosse sprovvisto la può trovare all’ingresso. Si dovranno igienizzare con gel le mani all’ingresso e al posto si dovrà rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro. Il numero dei fedeli che potranno contemporaneamente partecipare alla messa e al rito delle esequie non dovrà essere superiore a 15, esclusi i presbiteri e i diaconi. La comunione sarà distribuita ai fedeli non in processione, ma passando tra i banchi, a parte del presbitero o del diacono o dell’accolito che indosserà la mascherina e avrà igienizzato le mani. Proibiti cortei, processioni e ogni genere di aggregazioni sul sagrato della chiesa.

Banchi e sedie

«È bene iniziare a pensare alla riorganizzazione dei banchi e delle sedie in chiesa - sottolinea l’arcivescovo - tenendo presente la distanza di almeno un metro gli uni dagli altri, così da prepararsi anche al giorno del mese di maggio in cui si potrà finalmente celebrare l’eucaristia con il popolo di Dio. Importante è familiarizzare fin da subito con l’igienizzazione, oltre che munirsi degli strumenti necessari a essa. È fondamentale - aggiunge - munirsi anche di mascherine per chi ne avesse bisogno all’ingresso, oltre che di un termometro digitale o un termo-scanner, e suggerisco caldamente di togliere i tappeti. Confido nella prudenza, obbedienza responsabilità di tutti, così da riprendere la vita ecclesiale gradualmente e in sicurezza, per i fedeli e per noi». —

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