«Lavoriamo soli da sempre Felice di poter ricominciare»
Via libera sul filo del rasoio anche per i restauratori di opere d’arte Fino all’ultimo la categoria sembrava destinata a stare in standby
IL CASO
Via libera sul filo del rasoio anche per i restauratori. Gli addetti alla tutela della bellezza del Paese potranno tornare a lavorare domani. Ripartono gli artigiani, ripartono i cantieri e ripartono anche i restauri. Fino a venerdì però la situazione era abbastanza nebulosa perché il codice Ateco riportava i lavoratori nella categoria del settore intrattenimento; settore che prevede il contatto con il pubblico e per questo ancora fermo.
fase due
Cinzia Bucchi, restauratrice ferrarese attiva sul campo da una ventina d’anni, si era fatta portavoce del disagio di molti colleghi e ieri, quando dal Ministero è arrivato il via libera anche per loro, ha tirato un sospiro di sollievo. «Noi restauratori non solo lavoriamo praticamente sempre con mascherina e guanti ma - spiega - siamo nella stragrande maggioranza dei casi in solitudine. Il distanziamento c’è da sempre nel nostro settore: pensare di non poter ripartire era un incubo». Nella fase due, e dunque da domani, sono consentite le attività di restauro finalizzate alla conservazione di opere d’arte come quadri, affreschi, sculture, mosaici, arazzi e beni archeologici. Tali attività non sono infatti sostanzialmente riducibili a profili ricreativi o artistici, dunque si riparte.
si ricomincia
Quando tutto si è fermato, quando a marzo è stato decretato il lockdown e lo stop a tutti i cantieri, Bucchi stava lavorando al restauro di una decorazione in un edificio in via Borgo dei Leoni a Ferrara.
«Ripartirò da lì e poi dovrò cominciare un altro lavoro a Bologna. La voglia di ricominciare c’è e sono felice di poterlo fare. Lavoreremo in sicurezza e scrupolosamente - sottolinea la restauratrice ferrarese- ancora di più di quanto abbiamo fatto in passato. Sarebbe stato paradossale dare il via libera ai cantieri e non a noi; per fortuna ora è tutto chiaro». —
SAMUELE GOVONI
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