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Altre cinque vittime Covid nel Ferrarese. Argenta, il Manica sale a 18 ospiti deceduti

Altre cinque vittime Covid nel Ferrarese. Argenta, il Manica sale a 18 ospiti deceduti

Morto ex dipendente dello zuccherificio di Comacchio residente a Massa. Il bollettino della sanità estense alle 18 di domenica 3 maggio

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FERRARA. Purtroppo non frena il conto delle vittime di coronavirus nella nostra provincia. Nelle ultime 24 ore il servizio sanitario ne ha comunicate tre, ma sono certamente di più considerato alcuni decessi di sabato che non sono ancora stati comunicati. In ogni caso, al momento il totale è salito a quota 135 anche se – come detto – sono già di certo 137 con due nuovi lutti legati alla residenza Beneficenza Manica di Argenta, i cui ospiti deceduti sono ormai 18.

Argenta piange

Dunque, all’appello bisogna annotare due nuove vittime della struttura per anziani argentana. Tra i decessi comunicati ieri, quello di una donna di 85 anni di Argenta, come detto ospite del Manica, entrata al Sant’Anna di Cona lo scorso 23 aprile e morta nella mattinata di ieri alle 7. Anche questa anziana – come gli altri decessi del Manica – aveva patologia pregresse concomitanti.

L’altra vittima ospite del Manica è Mafalda Vandini di 93 anni di Argenta, il cui decesso risale invece a sabato attorno alle 18. 30. L’anziana, vedova Coletti, lascia la figlia Anna Maria: «Mia mamma stava bene al Manica – racconta –, purtroppo aveva anche altre patologie gravi e quando ha contratto il virus ho subito immaginato potesse risultarle fatale. Ha accusato i primi sintomi a fine marzo, poi faticava a respirare e così è stata ricoverata al Sant’Anna. In un primo momento sembrava potesse superare la malattia, è stata spostata al reparto lungodegenza di Valle Oppio. Ma poi nell’ultima settimana c’è stato un crollo e sabato pomeriggio mi hanno chiamato per comunicare il decesso».

La 93enne, casalinga, vedova di Galdino Coletti, era entrata al Manica proprio per le patologie avute negli ultimi anni di vita: «La andavo a trovare regolarmente – dice ancora Anna Maria –, ma dal 22 febbraio, quando la struttura ha consentito le visite solo ai familiari con le mascherine a norma, non avendola ho dovuto interrompere le visite. E questo è l’altro rimpianto, di fatto non l’ho più vista né sentita da allora, ho dovuto lasciarla sola anche all’ospedale, lei così anziana e fragile...».

Ultimo saluto previsto oggi, alle 14. 30 sul sagrato del Duomo di Argenta per la benedizione, prima della cremazione a Molinella.

E a proposito di decessi argentani, è lunga la scia di dolore per la morte di Paolo Cesari di 61 anni, finora la vittima più giovane nella nostra provincia fra quelle che non avevano altri sintomi. L’uomo, manager della Cnh Global di Modena, ha probabilmente contratto il virus andando al lavoro (treno da Imola e poi autobus nella città emiliana), visto che in ufficio era da solo e la moglie Cinzia, infermiera dell’ospedale di Imola, è in malattia dal lavoro per problemi precedenti dalla fine di febbraio. Ieri sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio per Cesari, un passato da calciatore e, soprattutto, appassionato di musica e cofondatore di Radio onda blu di Argenta. Oltre alla moglie, Cesari lascia il figlio Michele, prossimo alla laurea.

Lutto a Massa Fiscaglia

L’altro decesso non ancora comunicato avvenuto sabato è quello di Luciano Viali di 74 anni di Massa Fiscaglia, che si trovava all’Hospice di Codigoro. Quasi certamente il pensionato originario di Migliarino, ma residente a Massa Fiscaglia – al confine con Lagosanto – da una vita (per alcuni anni ha abitato anche a Comacchio), si è contagiato all’ospedale di Argenta, una delle tappe del suo percorso sanitario. L’uomo infatti aveva altri problemi di salute, motivo per il quale il 20 febbraio era stato ricoverato al reparto di ematologia del Sant’Anna di Cona. Da qui il trasferimento ad Argenta, dove probabilmente ha contratto il contagio al coronavirus. È così stato portato nel reparto Covid di Lagosanto, dove sabato è avvenuto il decesso per la sua patologia.

Viali, dipendente per tanti anni dello zuccherificio di Comacchio, lascia i due figli, il fratello e gli altri parenti. Ultimo saluto domani alle 15. 30 con benedizione nel piazzale antistante la camera ardente dell’ospedale del Delta, poi la cremazione a Copparo. La famiglia invece di fiori propone donazioni all’Ado Hospice di Codigoro.

Lutti a Cento e Comacchio

Al bollettino Covid vanno aggiunti anche due pazienti deceduti all’ospedale di Cona nella giornata di ieri. Un uomo di 76 anni di Cento, entrato all’ospedale di Cona il 15 aprile, trasferito dal Delta, morto ieri alle 6. 50 al reparto Covid del Sant’Anna con patologie pregresse concomitanti. Poi un uomo di 64 anni di Comacchio, molto noto: aveva prima lavorato in mare, poi in un ingrosso di frutta e verdura a Bologna, mentre il figlio per l’attività di fornaio nella città lagunare. L’uomo aveva altre patologie, è stato ricoverato a Cona il 16 aprile, deceduto in terapia intensiva ieri alle 10. 50.

Il bollettino

Se il numero dei decessi, purtroppo non si ferma e resta pressoché stabile con le punte anche di ieri, è il numero dei nuovi positivi a scendere drasticamente: sono solo 2, uno da Argenta e uno a Ferrara mentre i tamponi in attesa di esito sono 201 con punte ad Argenta (27), Comacchio (26), Ferrara (18) e Riva del Po (55). I nuovi ricoveri sono stati 10, tra l’ospedale del Delta (3) e quello di Cona (7).

Mentre per quanto riguarda le persone entrate in isolamento domiciliare, queste sono state 11 con la punta di Ferrara (7). Quelle invece in nuova sorveglianza telefonica si contano fino a 4. Le persone invece che sono uscite dall’isolamento domiciliare e dalla sorveglianza telefonica nelle ultime 24 ore (il bollettino è sul 2 maggio) sono state 81. Due persone dimesse, un uomo di Ferrara di 57 anni e una donna di Argenta di 76. –

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