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Medicina legale si rinforza e arruola tre specializzandi

Gi.Ca.
Medicina legale si rinforza e arruola tre specializzandi

Il direttore Neri: con la “fase due” da riorganizzare uffici, ambulatori e accesso Il servizio produce migliaia di certificati all’anno per patenti, invalidità e lavoro

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Entreranno in servizio oggi e per i prossimi sei mesi lavoreranno sul territorio con un contratto da co.co.co, eventualmente rinnovabile. Nel frattempo concluderanno la formazione: a fine corso e a fine contratto saranno specialisti a tutti gli effetti. Omar Bonato, Mauro Coppone ed Elena Lucenti sono i tre specializzandi che vanno a rinforzare i ranghi della Medicina Legale di Ferrara in vista dell’avvio, seppur graduale, della “fase 2” dell’emergenza Coronavirus.

«Nei periodi di normale svolgimento dell’attività il servizio esegue prestazioni per 15/16mila utenti all’anno. Decine di persone si rivolgono ogni giorno alla Medicina legale, sia a Ferrara che negli uffici dislocati in provincia – spiegano il direttore, Margherita Neri, e Matilde Proto, medico responsabile della formazione – Organizzare la riapertura richiede una pianificazione che oggi deve confrontarsi con un insieme di misure precauzionali ad uso degli operatori e del pubblico, indispensabili per contenere i contagi».

Il servizio rilascia i certificati medici per idoneità alla guida di persone affette da disturbi e patologie croniche ed esegue le visite per la revisione di quei certificati, effettua gli accertamenti per invalidità e handicap, fornisce le valutazioni per l’idoneità al lavoro, alla guida dei natanti, all’uso delle armi, all’adozione dei minori, verifica la compatibilità col regime carcerario e se sussistono le condizioni per la concessione dell’indennizzo da danneggiamento irreversibile causato da vaccinazioni obbligatorie e trasfusioni. Un “pacchetto” di prestazioni che al momento, in buona parte, è sospeso e sarà riattivato nelle prossime settimane.

Alla ripartenza, sottolinea Margherita Negri, occorrerà essere pronti: «Bisognerà scaglionare gli accessi, munire ogni ufficio dei necessari dispositivi di protezione, installare lastre in plexiglass, organizzare ogni ambulatorio e locale in modo da ridurre al minimo il rischio di contrarre il virus». L’attività per la quale il servizio è noto ai più è l’esecuzione delle autopsie, mediche o forensi. Omar Bonato, Mauro Cappone ed Elena Lucenti, i tre specializzandi in forza alla Medicina legale - che ha due articolazioni, una che fa capo all’Asl (6 medici), l’altra all’azienda ospedaliera (2 medici) - non nascondono che la copiosa produzione di serial televisivi dedicati a questa attività ha avuto il suo peso nel sollecitare l’interesse per la professione. «Ma è chiaro che avere la possibilità di lavorare in una fase come questa – affermano i tre specializzandi – per chi si sta formando è molto stimolante e in più si dà una mano al sistema, che oggi è sotto pressione». L’unica sala settoria oggi autorizzata a svolgere le autopsie su pazienti Covid, in regione, si trova al Bellaria di Bologna. L’attività forense, invece, non si è fermata e il rischio di contagio esiste anche per i servizi non legati agli effetti della pandemia. Un medico del servizio si trova attualmente in quarantena per essere stato esposto al virus. «Per sicurezza vengono eseguiti i tamponi sulle salme e in sala si usano tutte le protezioni idonee a tutelare l’operatore», sottolinea Margherita Neri. —



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