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La festa di Lodi fa discutere. Il Pd: ha fatto cose proibite

La festa di Lodi fa discutere. Il Pd: ha fatto cose proibite

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FERRARA. Coda con il veleno per la festa di fine lockdown ideata e finanziata, stando alle sue stesse dichiarazioni, da Nicola Lodi. Dopo l’esibizione in piazza Trento Trieste dei dj e vocalist a bordo del furgone-discoteca, che aveva attirato sul listone parecchie decine di persone, i “festaioli” organizzati dal vicesindaco hanno fatto tappa in serata a San Martino, per gli ultimi balli, brindisi e “ape” improvvisati. La “festa” condotta al megafono da Lodi è stata ripresa in un video postato sulla pagina dello stesso vicesindaco, “San Martino sta cantando”: si vedono diverse decine di persone, quasi tutti in mascherina, in apparenza senza altro motivo di star lì che appunto quello di festeggiare, assieme a residenti dai balconi. Qualche lamentela da parte di (altri) residenti è arrivata, anche a proposito dell’orario della festa, poi c’è da registrare l’affondo del Pd. «Sindaco Fabbri, adesso basta - sbotta il consigliere Davide Bertolasi - Non è possibile chiedere ai ferraresi di restare in casa (cosa giusta da fare) per poi permettere al vicesindaco in un colpo solo di creare assembramenti, dare spettacolo (in questa fase vietato), organizzare una festa (proibita pure questa), non indossare dispositivi di sicurezza, non mantenere il distanziamento fisico». Bertolasi, in risposte ai post, anticipa possibili iniziative istituzionali.

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Dal canto suo il prefetto Michele Campanaro ha preferito non entrare nel merito, «la questione (cioè l’autorizzazione alla festa-corteo, ndr) è stata già oggetto di valutazione da parte del comitato: posso solo aggiungere che l’autorità tecnica in materia è il questore, al prefetto arrivano indirizzi e suggerimenti». Bisogna vedere insomma quali erano i limiti dell’autorizzazione, sia in termini di spostamenti che di orari e altre limitazioni, e la compatibilità con le varie normative anti-Covid. —

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