La motonave pronta a salpare Ofelia rinnova la tradizione
È l’unica barca di questo tipo varata a Cesenatico in questo periodo difficile L’armatore: «Si chiama come mia madre, noi siamo in mare da tre generazioni»
PORTO GARIBALDI
Non è passata inosservata la motonave nuova di zecca, dal nome shakespeariano, Ofelia, attraccata nel molo di Porto Garibaldi.
Con i suoi 26 metri di lunghezza e 6,60 metri di larghezza, della capienza di 100 passeggeri, la motonave, unica varata in piena emergenza coronavirus a Cesenatico, è pronta a solcare il mare Adriatico.
costruita a cesenatico
«È stata varata il 12 marzo – spiega l’armatore Angelo Carli –, ma dopo il varo non se ne è fatto nulla. Appena ci danno il via libera, partiremo per la pesca sportiva allo sgombro, che è la nostra tradizione di famiglia».
Il progetto per la realizzazione della motonave Ofelia è partito tre anni fa e l’imbarcazione «è stata messa in costruzione nel 2018, nel cantiere di Cesenatico, specializzato nella costruzione di motonavi per il trasporto di passeggeri».
Ofelia, che è anche il nome della mamma di Carli, ex pugile con la passione per il mare, passione ereditata dal padre Advo, 91 anni, è approdata qualche giorno fa, in traino a Porto Garibaldi, agganciata ad un’altra motonave di proprietà della famiglia Carli, la Dalì, uscita dallo stesso cantiere navale, dopo la sostituzione dei motori.
LA COMMOZIONE
«Quando abbiamo attraccato in porto, mio padre – prosegue l’armatore – è uscito in auto dopo due mesi, si è commosso perché il nome Ofelia gli ricorda mia mamma, che è deceduta un anno fa e il suo peschereccio storico». Ora Carli spera che con l’arrivo dell’estate «si possa riprendere con l’escursionismo in mare, nelle oasi naturali del Delta del Po e nelle valli di Comacchio, perché con me, oltre a lavorare i miei figli Stefania e Nicola e mia moglie Antonietta, ci sono anche dipendenti, ora in cassa integrazione».
Il turismo, ribadisce, «non si basa solo su stabilimenti balneari, campeggi e ristoranti. Ci siamo anche noi», impegnati nel fornire un servizio ai turisti e nello stesso tempo a valorizzare la nostra costa, «ma purtroppo il nostro è un settore trascurato».
L’attesa per la burocrazia
La motonave Ofelia può accogliere a bordo 100 passeggeri, ma con ogni probabilità, al momento della ripartenza dovrà ridurre la propria capienza del 30 per cento, arrivando ad ospitarne una trentina, oltre ai tre membri dell’equipaggio.
Il varo dell’unica motonave uscita dal cantiere navale - per un settore che ha subito tutte le conseguenze dell’emergenza sanitaria - a non ha beneficiato né del taglio del nastro in presenza delle autorità, né della benedizione o del tradizionale lancio di bottiglia, ma l’armatore di Porto Garibaldi confida di poter recuperare su tutti i fronti, quando avrà la possibilità di andare in mare.
Mancano alcune autorizzazioni all’appello, tutte di competenza delle autorità portuali, ma la burocrazia di questi tempi è diventata ancor più farraginosa, essendo state sospese a lungo attività amministrative di numerosi uffici ed enti.
«Da ex pugile sono uno che ama affrontare sfide, che sa bene come ci si rialza, sono abituato da sempre a compiere tanti sacrifici. Provengo da una famiglia storica di pescatori marittimi e anche in questa occasione ho voluto rimettermi in gioco». —
KATIA ROMAGNOLI
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