Virus letale nelle case di riposo Erano ospiti un terzo delle vittime
Il numero maggiore di deceduti nella “Manica” e a “Villa Aurora” Ospedali: a Cento sono 41 gli addetti positivi su 332 tamponi
i dati
La pandemia rallenta ma non allenta la presa. Ieri il virus ha fatto altre due vittime tra le persone anziane. Una proveniva da una casa di riposo della provincia, dove il virus è riuscito ad entrare e a piegare un’utenza già fragile che avrebbe dovuto essere protetta da una barriera impenetrabile all’attacco dell’infezione. I dati confermano che questo settore, almeno in una parte della provincia, non è stato in grado di opporre la necessaria tenuta rispetto alla minaccia rappresentata dal Covid-19.
Una parte molto consistente, circa un terzo, dei 139 decessi registrati in provincia ha riguardato pazienti ospitati, fino al ricovero in ospedale, all’interno di strutture protette. Come la Beneficenza Manica, La Fiorana e Villa Aurora, tutte situate nell’Argentano, o Villa Alma, a Codigoro.
Si tratta di quasi 50 persone, una ventina delle quali proveniva dalla “Manica” di Argenta (sono poi morte nell’ospedale di Cona). Si tratta di dati non ufficiali, e lo è anche - al momento - quello di Villa Aurora, che conta almeno 7 decessi ma dalle informazioni raccolte potrebbero essere di più.
Ieri il bollettino Covid ha aggiornato i dati di tamponi e test sierologici sui dipendenti degli ospedali Asl e nella Casa della Salute di Ferrara. Su 1.030 tamponi eseguiti finora sono stati 81 quelli risultati positivi (52 infermieri, 19 oss e 10 medici). A Cento, dall’avvio del monitoraggio, 41 gli addetti positivi su 332 tamponi (il 12.3%) mentre ad Argenta i positivi sono stati 17 su 209 (8.1%) e al Delta 22 su 455 test effettuati (4.8%). —
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