«Ordinanza bluff» Il Pd accusa Fabbri: voleva lo scontro
Tre strappi in una settimana: buoni spesa, concerto, negozi «La Lega cerca polemiche solo per risalire nei sondaggi»
Tre strappi istituzionali di sindaco e giunta in una settimana: è il Gruppo consiliare Pd ferrarese a presentare il conto e ad elencarli, all’indomani della bocciatura dell’ordinanza del sindaco che avrebbe dovuto far riaprire i negozi il prossimo 11 maggio e non il 18 come deciso dal Governo.
Dalla condanna dei buoni pasto
«Il primo strappo è quello contro la condanna del Tribunale sull’ordinanza per la distribuzione dei buoni pasto; il secondo (opera del vicesindaco) contro il no del Prefetto a un concerto itinerante il 1° maggio, che avrebbe violato tutte le normative e ordinanze per il contenimento del coronavirus; e il terzo mercoledì scorso, la bocciatura dell’ordinanza». Su cui si concentra il Pd in una lungo intervento reso noto dal capogruppo Aldo Modonesi: «un atto che il Prefetto ha impugnato in quanto illegittimo e inefficace e nella sua impugnazione ha evidenziato come il sindaco abbia preso in giro ferraresi e operatori economici della città, in caso di apertura sanzionabili con multe salate». Ma c’è di più: la riapertura dei negozi era proporzionata come misura con un rallentamento dell’emergenza coronavirus: sulla quale invece, ricorda il Pd «in commissione sanità, il direttore dell’Asl ha sottolineato che l’emergenza è tutt’altro che superata e che ogni fuga in avanti rischia di vanificare gli sforzi fatti fin qui». Tuttavia occorre guardare al futuro prossimo, ammette il Pd: «Tutti ci auguriamo che la timeline prevista dal Governo per le riaperture possa essere rivista, cioè anticipata, perché significherebbe non solo dare alle attività economiche la possibilità di rimettersi in moto, ma soprattutto che il ritorno alla normalità è suffragato dal calo dei morti e delle persone positive». Ma sull’ordinanza del sindaco «nell’ennesimo incidente diplomatico che ha provocato – ravvisa il Pd – qualcosa non quadra».
Allora, allude il Pd, può essere stato un errore, solo uno scivolone». In realtà «hanno partorito l’ordinanza ben sapendo che era illegittima e che perciò sarebbe stata impugnata». Perché? Qui la Politica entra in ballo: «Sicuramente per rispondere a un preciso ordine di Salvini – sottolinea il Pd –, che cerca lo scontro col governo usando i propri amministratori locali». Viste le attività di Fontana, Santelli, passando per Zaia e Fabbri, «la Lega tenta di cavalcare il desiderio che tutti abbiamo di tornare alla normalità e lo fa solo per risalire nei sondaggi, ultimamente pessimi per il Carroccio».
Gioco delle tre carte
E ancora: «La polemica sull’ordinanza permette al sindaco di poter dire tutto e il contrario di tutto, recitando più parti in commedia». Un gioco delle tre carte, «che permette al sindaco di recitare la sua parte preferita: quella della vittima, del sindaco incompreso e ingiustamente ostacolato mentre lavora per i cittadini». «Il solito, stucchevole giochino: indicare un bersaglio, guadagnare like, scatenare commenti indignati, alzare polveroni per nascondere i problemi che è più semplice che risolverli». –
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