Strategia per ridurre la fibrosi nei polmoni
È definita anche la malattia invisibile: è la fibrosi cistica, la malattia genetica più diffusa nella popolazione che non si manifesta nell’aspetto fisico, ma che può avere effetti anche molto gravi sugli organi interni, in particolare sui polmoni. La iperproduzione di muco molto denso che caratterizza questa malattia li rende particolarmente suscettibili a infezioni e a infiammazione polmonare, fino a deteriorarne il tessuto. Uno studio condotto a Unife individua ora un nuova strategia farmacologica per bloccare la progressione della malattia proprio a livello polmonare.
Nell’articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista “Science Advances” , del gruppo editoriale “Science”, i professori Alessandro Rimessi e Paolo Pinton, membri del Centro interdipartimentale di Ricerca per Terapie Innovative in Fibrosi Cistica dell’Università di Ferrara, descrivono il ruolo centrale di un insieme di molecole coinvolte nella regolazione del calcio nei mitocondri, organelli cellulari deputati al controllo del metabolismo e del destino delle cellule.
«Con questo lavoro abbiamo dimostrato in modelli sperimentali di fibrosi cistica che, quando è in corso un’infezione, si ha la formazione di specifici legami tra proteine presenti sulle membrane del reticolo endoplasmatico e dei mitocondri, coinvolte nel controllo dell’interazione tra gli organelli, per controllare i livelli di calcio mitocondriale», spiega Alessandro Rimessi, Professore del dipartimento di Scienze Mediche di Unife.
«La formazione di tale legame altera l’autofagia, il fenomeno che in condizioni di normalità dovrebbe servire a rimuovere componenti cellulari danneggiati e patogeni; questo sfocia nell’iperattivazione della risposta infiammatoria tipica della malattia», continua il professore. —
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