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Alma, oss accusa la direzione «Dispositivi arrivati troppo tardi»

d.b.
Alma, oss accusa la direzione «Dispositivi arrivati troppo tardi»

La dipendente contagiata da due settimane è ricoverata a Lagosanto «Sono viva ma avrò tanti problemi. È stata fatta poca attenzione» 

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la storia

«Sono ricoverata all’ospedale da 15 giorni e nessuno, a partire dal presidente Nardini, spende una parola per me e per gli altri dipendenti ricoverati». A parlare è Rossella Milani, oss in servizio alla casa di riposo Alma di Codigoro. È una delle 14 dipendenti che hanno contratto il contagio al coronavirus nella struttura per anziani di Codigoro, da giovedì riservata ai soli ospiti positivi (asintomatici). Ex amministratrice del Comune di Jolanda, non ci sta a far passare in silenzio quanto avvenuto all’interno di Alma. «Noi andavamo al lavoro abbastanza tranquille - racconta -, ma pur avendo chiuso subito alle visite esterne dei parenti, non è che la struttura fosse completamente isolata. C’erano anziani con problemi di salute - uno è anche deceduto pur risultando negativo il tampone - e altri rientrati da visite negli ospedali, per cui bisognava prestare grande attenzione. E invece non è stato fatto...».

In che senso? «È stato detto che tutti i dispositivi ci sono stati forniti il 17 aprile (e già sarebbe stato tardi; ndr), invece sono arrivati molto dopo... Andavamo a contatto con gli ospiti solo con dei camici e il volto celo coprivamo in modo artigianale perché avevamo paura. Il mio tampone è inizialmente risultato negativo, ma poi sono stata male durante un turno di notte e per fortuna che avevo un saturimetro a casa, così ho capito che ero stata contagiata e ho chiamato il 118, finendo per essere ricoverata qui al Delta con la polmonite».

il ricovero

Sono passate due settimane, nelle quali le condizioni della donna sono migliorate, ma il recupero sarà lungo: «Il virus mi ha lasciato trombi nelle gambe e un sacco di altri guai. Certo sono viva, ma avrò problemi anche in futuro, sono contenta di poter rivedere la mia famiglia, ma chissà quando potrò tornare al lavoro. Io come altre colleghe, perché fra i dipendenti trovati positivi ed ora a casa in quarantena c’è una mia collega ricoverata sempre qui al Delta e il marito di un’altra è sotto casco. Oltre agli anziani deceduti, ci sono stati troppi positivi fra il personale, numeri inimmaginabili, non doveva succedere».

A completare il quadro tutt’altro che sereno per la 59enne dipendente di Alma (cra gestita dall’Asp Delta Ferrarese) il mancato tampone alla figlia: «Visto che abita con me, quando sono stata male e sono risultata positiva, le hanno detto di chiudersi in casa, in quarantena. Mi chiedo perché non le abbiano fatto il tampone». —

d.b.

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