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Choc termici e insetti Il soccorso di Capa ai coltivatori in crisi

donatella marighella

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Un’agricoltura “resiliente” cioè sempre più capace di adattarsi ai cambiamenti: è l’offerta della cooperativa Capa Cologna (Cooperativa Assistenza Produttori Agricoli) ai suoi oltre 1. 300 soci. «Al momento, il sistema agricolo della nostra provincia non ha ancora subito diffusi contraccolpi dovuti al Coronavirus – spiega lo staff tecnico – probabilmente per il fattore stagionale: all’uscita dall’inverno, quando l’emergenza è iniziata, le attività e le raccolte non erano nella massima attività. Crediamo, però, che le conseguenze economiche di questa inedita pandemia non tarderanno a far sentire il loro peso. L’agricoltura ferrarese, Covid-19 a parte, già non godeva di ottima “salute”. Veniamo da un’annata difficile sia per il comparto frutticolo, dove ingenti danni sono stati causati da malattie e dalla cimice asiatica, sia – proseguono i dirigenti Capa – per le colture estensive che hanno visto ridotte produzioni di grano, mais e contenute quotazioni di mercato. La sostenibilità economica delle aziende appare seriamente compromessa».

Queste valutazioni nascono dalla continua presenza di Capa al fianco dei suoi soci ai quali lo staff tecnico della cooperativa garantisce un prezioso supporto nella scelta di tecniche colturali in un quadro produttivo sempre più complesso.

«Negli ultimi tre anni – sottolinea lo stesso staff tecnico – oltre alle consuete problematiche, agricoltori e tecnici si sono trovati a dover fare fronte ad avverse condizioni pedo-climatiche, caratterizzate da repentini cambi climatici, sbalzi di temperatura e periodi di piogge intense alternati a lunghi periodi di siccità. Un contesto che purtroppo non rappresenta più l’eccezione, ma sta diventando la consuetudine».

I principi assodati in anni di esperienza non sono più la regola, dunque, i mezzi tecnici-fitofarmaci hanno dei limiti e, in situazioni estreme, non consentono più di portare a termine la totale produzione.

«Ci stiamo abituando ad avere perdite produttive causate da malattie, insetti e stress termici – dicono ancora dalla Capa Cologna – e il problema è che le mancanze non sono recuperabili da quotazioni soddisfacenti. Oltre a tutto questo, dobbiamo seguire rigorosi regolamenti sulla sicurezza e per l’impiego dei fitofarmaci. Al contempo, aumentano le esigenze e le richieste dei consumatori in termini di sicurezza alimentare e quelle dell’opinione pubblica in merito alla convivenza con le attività agricole, predominanti sul nostro territorio. In questo scenario – dice Capa – l’assistenza agronomica da parte di Capa Cologna, è importante».

Un ruolo tutt’altro che semplice che viene svolto da personale qualificato e costantemente aggiornato. Lo staff tecnico si avvale di supporti decisionali e bollettini fitosanitari pubblici, ma, come gli agronomi di Capa Cologna sottolineano, spesso le informazioni sono di carattere generale e non esistendo un tessuto di monitoraggio capillare ufficiale, non è facile interpretare le condizioni puntuali dei bacini produttivi in cui le aziende operano». —

donatella marighella

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