La Nuova Ferrara

Ferrara

Cona misto, il Delta cambia Ospedali già nella fase due

Cona misto, il Delta cambia Ospedali già nella fase due

Il Sant’Anna recupera posti letto per pazienti non Covid delle Medicine e Chirurgie Lagosanto ricava spazi anche per la specialistica. E in estate curerà anche i turisti

3 MINUTI DI LETTURA





«Far ripartire il servizio sanitario locale», collocando «i pazienti che hanno completato la fase acuta delle cure oltre le mura dell’ospedale, recuperando tutte e quattro le strutture ospedaliere provinciali alle normali funzioni, nei tempi che saranno necessari». La «proposta di sintesi» elaborata da Asl e Sant’Anna sulla “fase due” dell’emergenza coronavirus sarà presentata martedì prossimo nel corso di una seduta della Conferenza socio-sanitaria convocata dal presidente Alan Fabbri.

Cona, per ora, resta un ospedale misto (reparti per pazienti Covid e reparti per pazienti non contagiati) e proprio in questi giorni, mentre la pressione della pandemia cala, ha iniziato le grandi manovre per riorganizzare e potenziare l’assistenza destinata ai pazienti non Covid. L’ospedale di Lagosanto, da ospedale Covid passerà progressivamente a ospedale “misto” per tornare poi a ricoverare solo pazienti che non hanno contratto la virosi. Per gli ospedali di Argenta e Cento sono previste solo degenze Covid negative.

Ospedale di Cona

Da qualche giorno l’ospedale Sant’Anna ospita lavori di riallestimento dell’ala che fino a qualche giorno fa ospitava sette unità operative interamente dedicate a pazienti Covid sospetti, Covid positivi e Covid in Terapia intensiva. Un’unità di Terapia intensiva, che è stata chiusa e sanificata, sarà destinata a pazienti di Terapia intensiva di tutta la provincia con 11 (o 12) posti letto. In questi giorni in ospedale circola la voce che sarà suddivisa in due settori (Covid-No Covid) separati da una parete di plexiglass, un aspetto che sta facendo discutere il personale. Viene recuperato alla funzione originaria anche lo spazio di Recovery room, destinato in passato ai pazienti usciti dalla Terapia intensiva, per liberare il personale infermieristico e riutilizzarlo nell’attività operatoria.

Già da oggi o nelle prossime ore rientreranno in un’unità dedicata i pazienti pneumologici non contagiati dal virus mentre tra oggi e domani dovrebbero essere chiusi altri blocchi per ricavare entro i primi giorni della prossima settimana posti letto per pazienti delle Medicine (internistici) non Covid; all’inizio della settimana successiva saranno riattivati una ventina di posti letto di chirurgia (questo sarebbe stato comunicato nei giorni scorsi al personale). Il piano condiviso che sarà illustrato martedì prossimo annuncia che Cona resterà punto di riferimento per l’attività chirurgica su pazienti Covid positivi residenti in tutta la provincia. L’ospedale riaprirà posti letto per pazienti non Covid; ricovererà pazienti Covid positivi con problemi internistici provenienti dal distretto Centro Nord (Ferrara e comuni limitrofi); pazienti Covid che necessitano di ventilazione residenti in tutta la provincia.

Ospedale del Delta

L’ospedale del Delta subirà una trasformazione che ricondurrà il mix dell’assistenza verso le funzioni originarie: via la Terapia intensiva per i ricoverati Covid positivi con trasferimento dei pazienti nella nuova Terapia Covid del Sant’Anna; accoglienza dei pazienti Covid positivi residenti nei distretti Ovest (alto ferrarese) e Sud-Est (basso ferrarese); ripresa graduale dell’attività chirurgica svolta prima dell’emergenza; riapertura degli ambulatori di specialistica ambulatoriale con ripristino della situazione pre-esistente; avviamento del cantiere della riqualificazione del pronto soccorso e dei lavori per la creazione del reparto di Medicina d’urgenza. È prevista l’accoglienza dei turisti che potranno, almeno in parte, essere visitati e assistiti al Delta oltre alla ripresa dell’attività del Centro di riproduzione medicalmente assistita. L’attuazione del progetto richiederà qualche tempo, ma questo sarà il punto di approdo per i due ospedali.

La polemica dei sindacati

Intanto trenta sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil e delle rappresentanze aziendali di Asl e Sant’Anna attaccano Fabbri, dopo le esternazioni contro il sindacato e contro il segretario Cgil Zagatti. Se il sindaco lo avesse ascoltato - scrivono i firmatari - ci sarebbero stati meno contagiati, alcuni cittadini avrebbero ricevuto cure più adeguate in tutti gli ospedali e non solo in alcuni, molti anziani si sarebbero potuti sentire più sicuri in Rsa, si sarebbero migliorate le risposte per chi necessita oggi di cure oncologiche. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google