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Decreto liquidità, Calvano striglia le banche

Decreto liquidità, Calvano striglia le banche

L’assessore al bilancio regionale: le aziende hanno bisogno subito dei 25.000 euro. Economia in sofferenza per anni 

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L’emergenza coronavirus lascerà un segno profondo, anzi in realtà lo sta già lasciando, anche sull’economia.

A questa inevitabile conseguenza si sommano anche lungaggini burocratiche, che vengono ad aggravare la situazione deludendo le aspettative legittime di lavoratori e di imprenditori.

Il malumore nelle categorie produttive cresce ormai di giorno in giorno in assenza di un segno tangibile di aiuto che pure era stato annunciato e dato per certo.

A tal proposito si deve registrare da Ferrara l’intervento di Paolo Calvano nelle sue vesti di assessore al bilancio dell’Emilia-Romagna, relativamente al finanziamento di 25.000 euro del decreto liquidità.

L’esponente Pd fa fretta alle banche: tempi troppo lunghi per le aziende messe in crisi dal lockdown.

Ma annuncia un altro aspetto importante di questa emergenza economica: laddove non dovesse arrivare lo Stato nella sua manovra di maggio, la Regione vedrà di intervenire a sua volta.

«Obiettivamente servirebbe una maggiore celerità da parte del sistema delle banche. Se facciamo aspettare due o tre mesi una impresa che chiede 25.000 euro garantiti al 100% dallo Stato non è la risposta che si aspettano».

Insomma se una azienda chiede quel finanziamento «vuol dire che ne ha bisogno subito» e non può certo aspettare mesi.

Calvano ne ha parlato ieri a Ferrara Focus, parlando di un «vero problema» per quanto riguarda i finanziamenti bancari.

Per l’assessore, segretario regionale Pd, occorre «snellire un po’la procedura per imprese che hanno bisogno di queste risorse per sopravvivere, non per fare investimenti».

Anche la Regione, assicura poi Calvano, è pronta ad intervenire in soccorso delle attività commerciali, messe a dura prova dal covid.

«Stiamo aspettando che il governo vari la manovra di maggio dove si prevedono aiuti anche a fondo perduto nei confronti delle piccole e piccolissime imprese. Se ci saranno imprese scoperte la Regione farà la sua parte», assicura Calvano.

«Visto che le risorse non sono infinite cerchiamo di evitare sovrapposizioni».

In ogni caso, sottolinea ancora il titolare del bilancio nella giunta Bonaccini, la «botta subita dal sistema imprenditoriale è stata notevole e ne dobbiamo tenere conto non solo nella prima fase di uscita dall’emergenza ma anche nei prossimi anni. Non inciderà solo per tre o quattro mesi». –

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