L’assessora si dimette poi ci ripensa: reintegrata
Grazia Borgatti aveva riconsegnato le deleghe: «Motivi solo personali» Il sindaco l’ha convinta a restare in giunta. L’opposizione va all’attacco
CENTO
L’assessore Grazia Borgatti prima si dimette poi ci ripensa. E giovedì arriva il decreto di rinomina (poi esposto all’albo comunale) del sindaco Fabrizio Toselli che le ha riassegnato le deleghe alle politiche sociali, Servizi alla Persona, Politiche sulla Famiglia.
Una vicenda interna alla giunta che ha scosso - nonostante il rientro delle dimissioni - il clima politico centese.
L’ASSESSORE
Sulla decisione di rassegnare le dimissioni, la stessa Borgatti precisa: «Avevo già evidenziato al sindaco di avere problemi di carattere strettamente personale che mi impedivano di svolgere al meglio il compito che mi aveva assegnato. Ho aspettato l'approvazione del bilancio e per serietà, ho rassegnato le dimissioni. Da statuto del comune, le stesse sono irrevocabili». Poi il ripensamento: «Il sindaco mi ha chiesto di fare uno sforzo e di ripensarci. Ho risolto in parte i problemi che mi avevano portato a rassegnare le dimissioni e questo mi ha permesso di riaccettare l'incarico».
problemi personali
Lo stesso sindaco Fabrizio Toselli conferma l’avvenuto: «Alla base delle dimissioni rassegnate dall’assessore Borgatti il 4 maggio, nessuna motivazione politica o legata a divergenze personali o amministrative. E nessun fulmine a ciel sereno. Da tempo, l’assessore Borgatti mi diceva di avere problemi legati a questioni prettamente personali e di gestione familiare. Nel momento in cui ha ritenuto di non riuscire a proseguire nell’impegno assunto, ha rassegnato le dimissioni con una lettera, del tutto serena, in cui ringraziava per la gratificante esperienza vissuta in giunta e nel percorso amministrativo condiviso. Tuttavia, vista l’emergenza che stiamo vivendo e i tanti progetti che abbiamo in campo sul sociale, le ho chiesto di rivalutare la decisione. A fronte della sua disponibilità a rivedere la decisione, la mia conferma della fiducia».
L’OPPOSIZIONE INCALZA
Una vicenda che solleva reazioni tra i banchi dell’opposizione. Dal capogruppo Pd Lodi:«L’assessore Ferrarini si è dimessa. Il vicesindaco Maccaferri pare ragionasse di dimissioni ma pare ci abbia ripensato, l’assessore Fortini pareva dovesse essere cambiato, la presidente della Fondazione Teatro Cariani annuncia dimissioni poi le ritira, il consigliere Cacciari minaccia dimissioni poi si trattiene, il consigliere Fiocchi doveva essere cacciato ma ha riconsegnato la delega e infine l’assessore Borgatti ci ripensa. Quattro anni in cui di fatti non se n’è visto nemmeno uno, ma quanto a clima interno sembra non si annoino di certo».
Lo scricchiolio
Anche il capogruppo Fi Contri evidenzia come «qualcosa scricchiola nella maggioranza. È emerso chiaramente come il “caso Fiocchi” abbia portato a galla fratture interne, più o meno sospinte o strumentalizzate da un gruppetto politico. Tuttavia ritengo sia un bene che la Borgatti sia rimasta, in quanto il suo assessorato oggi, a fronte della crisi legata all’emergenza Covid, sarà chiamato ad un lavoro straordinario. Dispiace invece imparare in questo modo delle dimissioni, e del reintegro». —
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