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La mobilità post lockdown Idee per una città intelligente

G.C.
La mobilità post lockdown Idee per una città intelligente

Martedì Laboratorio Aperto a cura dell’assessore Balboni Focus sugli universitari e i trasporti verso il quartiere fieristico 

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il dibattito

La città del dopo coronavirus? Il più possibile smartizzata ed ecosostenibile, fra il ripensamento della mobilità e del concetto di aggregazione sociale e un pensiero costante all’ambiente per non sprecare certi miglioramenti che in questi giorni di lockdown sono avvenuti.

Sfide importanti e difficili ma che possono rendere la coda di questa tragedia un’opportunità per il futuro, dice l’assessore all’ambiente Alessandro Balboni anticipando i contenuti del convegno organizzato con il Laboratorio Aperto di Ferrara, “Le città del domani tra resilienza e Covid 19”, in programma martedì 12 alle 16. «Sarà l’occasione per elaborare una strategia condivisa e ragionare su obiettivi concreti con ospiti di rilievo internazionale».

Fra questi Raffaele Barbato, project coordinator di Uia, il progetto europeo «che mi piacerebbe continuare a sviluppare – dice l’assessore – visto che attraverso delle applicazioni prevede il coinvolgimento sociale che sarebbe utile per cercare insieme ai cittadini soluzioni ai problemi, quelli ambientali per esempio, e quelli legati alla mobilità».

Tutti temi che saranno affrontati martedì con Simone D’Antonio (National Point Urbact Italia) e il professor Eugenio Morello del Politecnico di Milano: «si parlerà dei nuovi modi di spostarsi – continua Balboni – che dovranno essere ripensati per poter mantenere il distanziamento interpersonale e si ragionerà su come ripartire tutelando i miglioramenti che sono avvenuti dal punto di vista ambientale».

Bisognerà ripensare anche gli spostamenti degli studenti: «sono concentrato in particolare sulla mobilità in ambito universitario. Il quartiere fieristico che sarà il polo designato per ripartire con le lezioni in presenza è lontana e bisognerà pensare a soluzioni alternative al trasporto su gomma», conclude Balboni . —

G.C.

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