Lacrime per la morte del ciclista «Sempre allegro, ci mancherà»
La comunità incredula dopo l’incidente in cui ha perso la vita il pensionato L’attaccamento per la Brodolini e la grande passione per la cucina e la bici
PORTO GARIBALDI
Sgomento ed incredulità accompagnano in queste ore il dolore dell’intera comunità di Porto Garibaldi, colpita dalla notizia del tragico incidente in cui ha perso la vita Arnaldo Biolcati Rinaldi.
Nelle parole dell’ex presidente della Brodolini, azienda storica del territorio, di cui il ciclista 79enne era stato vicepresidente, trapela il cordoglio dell’intera cooperativa. «Arnaldo era un uomo serio, profondamente attaccato all’azienda – commenta Gianni Alberi, attualmente direttore della Brodolini –, aveva maturato un’esperienza lunghissima, tanto da raggiungere il ruolo di capocantiere e, negli anni ’80 di vicepresidente. Ha lavorato con me per parecchi anni. Lo ricordo con stima e riconoscenza».
Anche Vito Fogli, responsabile a Comacchio di Clara, società che ha appaltato alla Brodolini il servizio di raccolta dei rifiuti sul territorio, ricorda Biolcati Rinaldi come «una brava persona, un uomo tranquillo, che portava massimo rispetto per tutti. Io sono giovane – aggiunge Fogli – e quando sono arrivato era già responsabile nel settore manutenzione dei cassonetti, ma sapeva distinguersi per quel modo di fare cordiale, semplice, disponibile con tutti».
IN ATTESA DELL’AUTOPSIA
Dopo l’incidente stradale, verificatosi giovedì pomeriggio lungo la strada Acciaioli, nei pressi del maneggio dell’hotel Club Spiaggia Romea, la salma dell’anziano, che viveva a Porto Garibaldi con la moglie Adriana e con il figlio Fabio, è stata trasportata all’istituto di Medicina Legale di Ferrara, dove si trova tuttora, in attesa dell’esame necroscopico.
Un ex collega in pensione, Ruggero Bonazza, ex consigliere comunale, ricorda con affetto Biolcati Rinaldi. «Era davvero un veterano, una figura storica della cooperativa Brodolini – commenta Bonazza – che aveva scalato tutti i gradini della carriera interna all’azienda, sino a diventare vicepresidente. Era il responsabile che coordinava le squadre esterne, che seguivano la raccolta dei rifiuti e dello spazzamento delle strade, sia a Comacchio che ai lidi. Aveva un carattere impulsivo, ma era di carattere gioviale, sempre allegro. Non tutti sapevano che per tanti anni ha accudito un figlio con problemi, che poi, purtroppo, è deceduto. Si prodigava anche in cucina alla Festa de l’Unità, quando in estate veniva organizzata al Lido di Pomposa».
APPASSIONATO DI BICI E CUCINA
Oltre alla passione per la cucina, messa in pratica per anni nel settore dei primi piatti della festa del Pci prima e del Pds poi, Biolcati Rinaldi coltivava anche quella per la bicicletta, testimoniata dall’amico Angelo Farinelli, ex presidente dell’Anmi di Porto Garibaldi. «In paese e al circolo Anmi, dove trascorreva parecchio tempo a giocare a carte con altri soci o a tombola la domenica – dichiara Farinelli –, Arnaldo, che tutti noi conoscevamo con il soprannome di Roma, lo si vedeva sempre passare in bicicletta. Era sempre stato in salute e ho appreso che dopo la fine del lockdown era finalmente tornato alla sua passione, compiendo lunghi giri in bici. Non mi meraviglio che fosse arrivato quasi al Lido di Volano, quando è stato investito».
Biolcati Rinaldi, che era in pensione da oltre 20 anni, aveva ricoperto anche il ruolo di consigliere nel direttivo della sezione Anmi di Porto Garibaldi, Gruppo Costantini-Guidi. —
KATIA ROMAGNOLI
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