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Emergenza coronavirus a Ferrara
EMERGENZA CORONAVIRUS

Ferrara, per la terapia anti-Covid spazio anche al plasma

Ferrara, per la terapia anti-Covid spazio anche al plasma

Venerdì la Regione ha annunciato che la cura sarà sperimentata in Emilia Romagna. Nel Ferrarese ancora 15 ricoveri

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FERRARA. La sanità provinciale non registra nuovi decessi di pazienti contagiati dal Coronavirus, ma il numero dei ricoverati si mantiene stabile e non si avvicina ancora a zero (ieri erano 15: 12 a Cona, residenti tra Bondeno, Copparo, Ferrara e Fiscaglia e 3 a Lagosanto, provenienti da Codigoro e Comacchio). Un dato incoraggiante arriva dai contagiati: ieri se ne contavano ancora 10 ma con 197 tamponi negativi e solo 45 esiti ancora in attesa. L’Asl intanto ha aggiornato alcuni dati relativi al personale: 31 i dipendenti ancora positivi nelle strutture aziendali di Ferrara e negli ospedali del territorio (Delta, Argenta e Cento); 6 i positivi ad Argenta, 14 a Cento e 11 al Delta. A Cona su 29 tamponi eseguiti 2 sono stati quelli con esito positivo, tra gli infermieri.

NUOVA SPERIMENTAZIONE

Intanto viene annunciata una novità sul fronte della ricerca delle terapia contro l’infezione da Coronavirus. L’annuncio ieri, da parte del Commissario regionale per l’emergenza, Sergio Venturi. «Partirà anche in Emilia-Romagna una sperimentazione sul plasma iperimmune», ha detto l’ex assessore. La Regione ha accantonato la prudenza con cui qualche giorno fa Pierluigi Viale, direttore di Malattie Infettive del Sant’Orsola di Bologna e componente dell’Unità di crisi regionale Covid-19, aveva commentato l’ipotesi di allargare lo spettro delle strategie messe in campo contro il virus.

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«Sembra quasi che ci sia qualcuno che non vuole applicare una terapia - le parole di Venturi - Come tutte le sperimentazioni, però, servirà a stabilire non le sensazioni o le opinioni dei medici, ma se ci sono elementi positivi dalla somministrazione di plasma, come tutti ci auguriamo». Si valuteranno dunque i progressi di pazienti trattati col plasma iperimmune a confronto con altri pazienti in condizioni analoghe a cui non viene somministrata questa terapia. Poi si confronteranno i risultati. Venturi ha aggiunto, durante la diretta Facebook di ieri, che anche perché si tratta di una terapia che si basa sull’impiego di plasma «dobbiamo avere tutte le sicurezze del caso. Nel momento in cui trovassimo una cura sarà patrimonio di tutti, non ci possiamo però affidare alla sensazione, abbiamo bisogno di prove scientifiche».

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Venturi, che oggi lascia il suo incarico, ha anche ricordato sommariamente la sua esperienza, maturata mentre l’epidemia prendeva piede e mieteva le sue vittime, fino al picco di qualche settimana fa. «Mai avuti attacchi di panico, ma ci sono andato vicino», ha confidato ieri. «Mi fa piacere che dopo due mesi si apra una fase nuova - ha detto l’ex assessore - Se mi sono sentito perso? Forse proprio perso no, ma vicino alla “perdizione” sì. Quando il virus cresceva e non si fermava, quando poco dopo la metà di marzo siamo arrivati a quasi 1. 000 casi al giorno. Quello è stato un momento difficile. Ero preoccupato che tenesse il sistema degli ospedali, certo, ma lo ero anche per la tenuta del mio equilibrio personale. Quelli sono stati i momenti peggiori». Ora però «tutto fa vedere che i numeri sono in riduzione fortissima», la fase acuta è insomma alle spalle. Nella prima fase, ha ricordato, si facevano circa 2mila tamponi alla settimana, ora sono cresciuti a 5-6mila. Ma «ora sono sufficienti perché praticamente non ci sono sintomatici nuovi» mentre non lo saranno «per l’autunno. A metà maggio arriveremo a 10mila» e ci sarà il tempo per toccare i 20mila a settembre.

Spazio quindi all’appello: «Evitiamo quello che è successo sui Navigli, definito dal sindaco di Milano “uno spettacolo indecoroso”».

I DATI REGIONALI

L’Emilia Romagna scende sotto gli 8mila casi attivi. Per la precisione sono 7.730 le persone ancora alle prese col Covid-19, mentre i guariti ieri erano 361 in più rispetto a giovedì, per un totale di 15.071 persone. Si registrano però altri 31 decessi, che con l’ultimo aggiornamento arrivano a 3.797. I nuovi decessi, Ferrara esclusa, riguardano 8 residenti nella provincia di Piacenza, 2 a Parma, 4 a Reggio Emilia, 4 a Modena, 8 a Bologna (nessuno nell’Imolese), 1 a Ravenna, 3 nel forlivese, 1 a Rimini. «Speravo di poter arrivare a una giornata senza morti – si è rammaricato il Commissario ad acta – purtroppo scendiamo lentamente e ci trascineremo ancora per un po’ questi numeri che riguardano i decessi». Ieri in Emilia-Romagna si sono registrati 111 nuovi casi di positività, per un totale di 26.598 contagi dall’inizio dell’epidemia. Due terzi dei nuovi casi di contagio sono concentrati a Piacenza e a Bologna. —

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