Funghi, insetti, batteri: senza il Mancozeb i frutteti sono a rischio
Il mondo cerca una cura per il coronavirus e l’agricoltura si vede togliere sempre di più le armi per difendersi da funghi, insetti e batteri.
Sembra che la Commissione europea non rinnoverà l’autorizzazione per la sostanza Mancozeb. Quest’annata agraria è già iniziata con le difficoltà meteoriche di brina, gelate e siccità di questa primavera e adesso ci si ritrova di fronte a questo ulteriore problema della possibile perdita di questa molecola, fondamentale per la salubrità dei frutteti e delle produzioni.
«Dopo averne persa nel 2019 un’altra, altrettanto fondamentale, come il Tiram, che insieme al Mancozeb erano gli architravi portanti della difesa dei frutteti, in un giusto rapporto di corretto utilizzo di fitosanitari in agricoltura, diventerebbe un’ulteriore passo verso il non poter più salvaguardare il nostro fiore all’occhiello delle produzioni frutticole ferraresi».
Roberto Toselli, titolare di un’azienda ortofrutticola specializzata a Sant’Agostino, aderente a Op Sermide Ortofruit e associato a Unima Ferrara, evidenzia questa criticità: concepire una strategia tecnica di difesa per salvaguardare i frutteti, vigneti, colture specialistiche ed estensive senza l’ausilio del Mancozeb è un’impresa veramente ardua.
Anche perché, prosegue Toselli, «le nostre aziende agricole sono tra le più controllate al mondo, abbiamo degli standard produttivi rigidi e molto restrittivi, e giustamente, al fine di avere prodotti certificati e garantiti. Adottiamo inoltre criteri di autocontrollo del prodotto che va sui mercati tramite analisi multiresiduali sulle produzioni, come da procedure interne dell’Op. Abbiamo bisogno dei mezzi per produrre, altrimenti nel giro di pochi anni rischieremo di chiudere, con un danno immenso per il settore primario e per tutto l’indotto che coinvolge un’azienda agricola (manodopera, trasporti, logistica, produzione di macchine agricole, conservazione del prodotto, commercializzazione e confezionamento)».
L’agricoltura oggi più che mai è indispensabile per far ripartire il sistema Italia, «dobbiamo poter contare su certezze, e la prima più importante deve essere quella di poter portare a casa un prodotto vendibile dai nostri campi e in quantitativi tali che ci possa remunerare adeguatamente».
Anche l’ufficio tecnico di Unima Ferrara, che si è confrontato con operatori e tecnici del territorio per questi problemi legati all’utilizzo dei prodotti fitosanitari, evidenzia come sia importante dare un’attenzione sempre più grande ai veri bisogni del settore. «In un momento di lockdown come questo - conclude Toselli - in cui tutti hanno sempre additato il mondo agricolo di essere il problema principale di inquinamento mondiale, vediamo dati molto positivi sul tasso di inquinamento attuale. Ricordiamoci che le aziende agricole, nel silenzio e nelle complicazioni di questo periodo, hanno sempre continuato a lavorare per portare cibo sulle tavole degli italiani, cibo prodotto spesso a km zero, controllato e garantito da misure che le aziende agricole italiane applicano proprio per la difesa e tutela del consumatore finale». —
A.T.
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