La perquisizione è per stalking ma in casa c’era anche la droga
Denuncia dell’ex compagna: trovate arma e cartucce a salve per le intimidazioni I carabinieri rinvengono pure anfetamine, marijuana, cocaina, bilancino e soldi
COMACCHIO
I carabinieri gli perquisiscono casa su mandato dell’autorità giudiziaria, a seguito di una vecchia denuncia per stalking, e lo arrestano per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.
È accaduto nel pomeriggio di venerdì, attorno alle 15, a Comacchio, quando i militari del Comando Stazione Carabinieri di Lido Estensi sorprendevano in flagranza di reato S.G., italiano classe 1972, già noto alle forze dell’ordine.
LA DROGA
L’uomo nel corso di una perquisizione domiciliare, richiesta ai carabinieri per accertare i comportamenti persecutori che l’uomo aveva compiuto negli ultimi mesi nei confronti della ex compagnia, e delegata dall’autorità giudiziaria di Ferrara, veniva trovato complessivamente in possesso di circa 56 grammi di anfetamine, circa 5 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, circa 20 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina già suddivisa in dosi preconfezionate, di un bilancino di precisione e della somma in denaro contante pari a 780 euro.
Nel corso della perquisizione gli uomini dell’Arma rinvenivano anche una pistola giocattolo e 88 cartucce “a salve”, quella sì da mettere in correlazione a quegli atti persecutori per i quali l’uomo era stato denunciato dalla sua ex compagna.
Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, mentre l’arrestato, al termine delle formalità di rito, in aderenza alle disposizioni impartite dalla competente autorità giudiziaria, è stato ristretto nella sua abitazione in regime di arresti domiciliari.
VIOLENZE DOMESTICHE
Ma torniamo al motivo originario della perquisizione, ossia gli atti persecutori. La minore possibilità che hanno avuto le donne, durante il periodo di lock down, di recarsi in una caserma dei carabinieri per denunciare i reati di aggressione e violenza tra le mura domestiche potrebbe aver generato un dato ingannevole, ossia quello di creare la falsa percezione che il fenomeno si fosse sopito. In realtà episodi come quello che ha condotto all’arresto sopra riportato confermano da un lato la bontà della scelta dell’Arma di mantenere sempre alta lo soglia di attenzione su questa odiosa casistica di reati e, dall’altro, devono ricordare a tutti gli appartenenti alle cosiddette fasce deboli che denunciare un maltrattamento subito significa non solo difendere sé stessi ma anche tutte le persone che si trovano nell’identica condizione.
In buona sostanza, ricorda l’Arma, è importante denunciare, è importante non subire anche in periodi in cui privazioni della libertà diminuiscono la possibilità di urlare la propria sofferenza. I numeri di pronto intervento, i centri di ascolto e i centri antiviolenza rimangono e rimarranno sempre sensori sul territorio, buoni rifugi e sistemi di contrasto alla violenza. —
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