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Emergenza coronavirus a Ferrara

«Presto arriveranno i turisti potenziate subito il San Camillo»

«Presto arriveranno i turisti potenziate subito il San Camillo»

In laguna politici e balneari preoccupati: qui serve un altro ospedale E i sindacati attaccano Alan Fabbri: basta propaganda, trova soluzioni 

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La protesta

«Non possiamo restare senza ospedale». L’amministrazione comacchiese, così come i balneari, si sta preparando alla stagione estiva, con la speranza che sulla costa arrivino come ogni anno migliaia di persone tra giugno e settembre. E il problema dell’ospedale torna a farsi sentire anche se in modo diverso dal passato, cioè durante la fase avanzata dell’emergenza coronavirus.

Questo perché il San Camillo è oggi a tutti gli effetti una Casa della Salute anche se nei mesi estivi attiva un punto di primo soccorso. Ma i codici più gravi sono sempre dirottati all’ospedale del Delta, che da alcune settimane è ospedale Covid e potrà tornare pulito solo dopo le dimissioni dell’ultimo paziente contagiato. Da qui le preoccupazioni che rimbalzano dalla città lagunare.

Il futuro no-Covid dell’ospedale di Lagosanto è tracciato nella relazione che sarà presentata in Conferenza socio-sanitaria martedì prossimo, ma non sarà immediato.

Così, alle istanze del territorio, si aggiungono quelle dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil, che da alcuni giorni hanno ingaggiato una “guerriglia” a base di comunicati con il sindaco di Ferrara, l’Asl e le case di cura.

Ad Alan Fabbri, che è anche presidente della Conferenza socio-sanitaria, Cristiano Zagatti (Cgil), Bruna Barberis (Cisl) e Massimo Zanirato (Uil), chiedono di portare la Conferenza «a sintesi».

«Basta freni che determinano l’occupazione impropria di posti letto a Cona – scrivono i sindacalisti – L’ospedale di Argenta deve tornare a dare risposte adeguate a questa fase come quello di Cento. Siamo alle porte della stagione balneare, di quella turistica di grande interesse anche per la città. L’ospedale del Delta va organizzato per garantire risposte all’utenza. L’ospedale di Comacchio va reso agibile in tutti i suoi piani per curare i pazienti affetti da Covid». Il San Camillo al completo «potrà smaltire più velocemente le liste d’attesa, limitare la mobilità passiva», ridurre i danni per chi sta «pagando le conseguenze» di questa situazione: i malati. Ma per Fabbri c’è anche un altro messaggio che contesta la scelta di consentire la riapertura dei negozi in anticipo, bocciata dal prefetto: «Ancora una volta sceglie di alimentare la propaganda». –

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