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Emergenza coronavirus a Ferrara
EMERGENZA CORONAVIRUS

Codigoro piange il chitarrista Valdem

Cherubino Camattari, 88 anni; Luciano Beccari 75 anni
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Cherubino Camattari, 88 anni; Luciano Beccari 75 anni

Lutto anche a Massa, 75enne negativo al tampone. Il fratello: è morto per il Covid. Solo 3 nuovi positivi ma 16 ricoverati

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FERRARA. Due nuove vittime da registrare nella nostra provincia ma anche una terza per la quale si attende la conferma, anche se il virus è risultato causa determinante del decesso. Sale, dunque, il totale dei morti, pur in una giornata che ha fatto registrare solamente tre nuovi positivi.

LUTTO A FINALE

Tutti e tre i decessi sono di sabato. Alle 17.70 all’ospedale del Delta è morto un uomo di 88 anni di Finale Emilia, entrato a Valle Oppio lo scorso 18 aprile, proveniente dall’ospedale di Cento, dove c’è stato il contagio, pur in presenza di patologie pregresse concomitanti. L’uomo, finalese doc, lascia un figlio e una figlia.

CODIGORO PIANGE

In paese, ma anche nell’ambiente dei musicisti locali di cui faceva parte con il “Duo Ferrara”, era chiamato con il soprannome di Valdem, ma era anche appassionato giocatore di biliardo a stecca. Cherubino Camattari, nativo di Mesola ma residente a Codigoro dal 2017, si è spento sabato alle 15 all’età di 88 anni, all’ospedale di Cona. Le vicissitudini affrontate dall’anziano, che in gioventù era migrato a Torino dove aveva lavorato come operaio, sono durate oltre due mesi, durante i quali si sono susseguiti 4 ricoveri ospedalieri e uno nella Rsa situata all’interno della Casa della Salute di Codigoro. «Il mondo si è fermato a marzo – racconta con dolore e rabbia la figlia Amalia, con cui il pensionato viveva da un paio di anni –, ma tutto è cominciato il 20 gennaio scorso, per via di un focolaio; mio padre è stato ricoverato all’ospedale del Delta. Dopo 5 giorni c’era la volontà di dimetterlo, ma ho chiesto e ottenuto un ricovero all’Osco di Comacchio, dove è rimasto sino al 24 febbraio. Nel frattempo mi sono attivata per chiedere l’inserimento nella Rsa di Codigoro».

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Camattari, che per anni ha suonato la chitarra con il suo duo in tanti locali della zona, prima del ricovero in ospedale camminava, andava in bagno autonomamente ed era lucidissimo. La figlia Amalia rifonde i costi della retta di ricovero dal 24 al 29 febbraio, poi si presentano nuovi problemi con febbre, sfociata in polmonite, che richiede un nuovo ricovero d’urgenza per l’anziano. Il 15 marzo Camattari viene nuovamente ricoverato all’ospedale del Delta, ma di lì a qualche giorno, dopo l’esito negativo del tampone, viene trasferito all’ospedale di Argenta, perché quello di Lagosanto è stato trasformato in Covid. Nei giorni scorsi alla figlia Amalia viene recapitata la fattura del ricovero nella rsa di Codigoro, ma non vengono solo addebitate le prime due settimane di effettiva degenza, bensì anche la parte restante del mese, quando il padre era ricoverato in ospedale. «Oltre al danno la beffa – dice amareggiata –, non solo perché nulla mi è stato comunicato durante il ricovero in ospedale, ossia che avrei dovuto pagare una retta di oltre mille euro per l’intero mese di marzo, ma anche ritrovarmi ad affrontare le conseguenze di un dramma familiare inaspettato, visto che mio padre ha preso il coronavirus in ospedale».

Nell’ospedale di Argenta, ai primi di aprile, vengono ripetuti i tamponi e sarà proprio l’esito positivo, oltre all’aggravarsi del quadro clinico complessivo (in presenza anche di altre patologie pregresse), a determinarne il trasferimento a Cona, dove l’uomo giungerà il 3 aprile. «Faticava a respirare, l’ossigeno non bastava. Ci siamo sentiti al telefono sino agli ultimi giorni e continuava a ripetermi che voleva tornare a casa. “Tu sai quello che devi fare”, mi diceva e poi è peggiorato improvvisamente».

LUTTO A MASSA

Il terzo decesso, non ancora comunicato dall’azienda sanitaria e da verificare se si è di fronte a un caso di coronavirus, è quello di Luciano Beccari, 75enne di Massa Fiscaglia morto sabato alla Quisisana di Ferrara. L’uomo è risultato negativo al secondo tampone, tanto che fu inizialmente dimesso dall’ospedale di Cona, ma pare evidente che fra le cause del decesso ci sia il Covid, considerando che al ritorno dal Sant’Anna ha contagiato la moglie Fleana (per tutti Adriana), tanto che poi entrambi sono stati ricoverati al Delta: lei per fortuna è stata dimessa da alcuni giorni e ora sta bene, mentre lui è stato spostato alla Quisisana, dove è morto sempre sabato, in mattinata. «Mio fratello è morto per colpa di quel virus - racconta il fratello Giuseppe -, perché inizialmente era stato ricoverato per un problema di ulcera. Aveva altre patologie, ma non era così gravi e poi ha avuto i chiari sintomi del coronavirus. E quando è tornato a casa ha contagiato anche la moglie...».

Beccari - massese doc, come del resto tutta la sua famiglia - per una vita aveva lavorato come agricoltore, poi aveva tante passioni, in particolare la pesca e il calcio. Spesso andava a vedere le partite della Massese, la società del suo paese, ma quando poteva andava allo stadio di San Siro per seguire l’amatissimo Milan. era conosciuto in paese per i modi gentili e per il sorriso. L’ultimo saluto al 75enne è stato previsto per domani con benedizione nella camera mortuaria dell’ospedale del Delta, poi la cremazione in Certosa a Ferrara, infine l’ultimo viaggio delle ceneri nel cimitero di Massa Fiscaglia. Oltre alla moglie Fleana, Beccari lascia il fratello, le sorelle Anna e Milia ed i nipoti.

IL BOLLETTINO

Il dato più positivo di ieri in provincia è il numero di tamponi positivi, appena 3 su di un totale però limitato (46 in tutto, ne restano 90 in attesa); quello più negativo viene ancora dagli ospedali, visto che sono state ricoverate altre 16 persone, delle quali una all’ospedale Covid free di Cento. Ci sono due ricoverati in Covid certificato, entrambi a Ferrara, ma anche un nuovo ingresso in Terapia intensiva, a Lagosanto, di un paziente di Fiscaglia: erano diversi giorni che non accadeva. Un solo nuovo ricovero a domicilio, a Terre del Reno.

Per quanto riguarda i nuovi positivi, ce ne sono 2 a Ferrara (su 15 tamponi processati) e 1 a Terre del Reno (su 3). Tra le attese più consistenti ci sono Argenta con 14 tamponi e prima ancora Ferrara con 24; seguono Cento e Codigoro con 10. Nelle ultime 24 ore sono entrate in isolamento domiciliare 12 persone (4 a Ferrara, 2 a Comacchio, Riva del Po e Terre del Reno), altre 4 in sorveglianza telefonica. Nello stesso lasso di tempo hanno concluso il loro periodo di quarantena 27 persone, 16 delle quali residenti a Ferrara. Nel complesso si tratta di dati incoraggianti, che confermano la tendenza alla riduzione della diffusione del virus in tutta la provincia. È però ancora presto per valutare gli effetti della fine del lockdown.

E IN REGIONE...

Del resto la tendenza è netta anche in regione, dove con numeri più importanti è pure meglio leggibile. I nuovi positivi di cui si è avuta notizia ieri sono stati 77, uno degli incrementi più bassi da due mesi a questa parte e il maggior contributo di Bologna con 22 casi. Le nuove guarigioni sono state 269 mentre continuano a calare i casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, che sono calati di 210 unità. Diminuiscono, nel complesso, i pazienti in terapia intensiva, -5 per un totale di 150, e calano pure i ricoverati in altri reparti Covid (-42).

Per quanto riguarda i decessi, si sono aggiunti altri 18 morti, 5 uomini e 13 donne, al computo totale che raggiunge quindi quota 3.845. Si sono registrati 5 in provincia di Piacenza, 1 a Parma, 4 a Reggio, 2 a Modena, 4 a Bologna, 1 a Forlì; Ravenna e Rimini non hanno fatto registrare decessi, e l’intera Romagna ormai si avvia ad azzerare la contabilità dei lutti. Da oggi solo bollettini numerici, l’assessore regionale Raffaele Donini farà il punto ogni venerdì. —

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