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Il Burana a difesa dell’ambiente Piante abbattute se pericolose

Il Burana a difesa dell’ambiente Piante abbattute se pericolose

Il Consorzio di Bonifica attivo nell’Alto Ferrarese mantiene l’attenzione sugli ecosistemi «Nessun taglio effettuato senza valutare i rischi»

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BONDENO

Bonifica Burana mantiene alta l’attenzione alla tutela di ecosistemi complessi. «Accanto alle attività cardine di scolo e irrigazione – che sono fondamentali per garantire la sicurezza idraulica all’uomo e il suo sostentamento grazie alle pratiche agricole –, ci sono una serie di attività della bonifica che la maggior parte della gente non conosce. Si tratta di azioni che servono a preservare il nostro territorio da un eccessivo impoverimento e che tutelano il ruolo complementare di tipo ambientale assunto dai canali di bonifica, negli anni: oggi sono corridoi ecologici ricchi di biodiversità popolati da numerose specie di flora e fauna», dice il presidente Francesco Vincenzi.

Dalla fine degli anni ’80, in nome di una crescente attenzione agli aspetti ambientali, sono cresciute le piantumazioni di fasce boscate di alberi lungo i canali. Oggi gli arbusti e gli alberi piantati dal Burana hanno superato quota centomila creando un patrimonio paesaggistico e ambientale unico. «Ogni anno – spiega il direttore Cinalberto Bertozzi –, conclusi i cantieri e le manutenzioni dell’inverno, arriviamo al periodo che esalta maggiormente le attività ambientali della bonifica: la primavera. Si iniziano gli sfalci attorno alle fasce boscate e tra le file delle alberature per il controllo della vegetazione erbacea».

IL NODO ABBATTIMENTI

C’è un tema, inoltre, spesso controverso per la popolazione: l’abbattimento di piante. Bertozzi spiega come maturano queste scelte: «È attivo un costante monitoraggio della vegetazione critica in accordo con le amministrazioni comunali, eppure nessun abbattimento viene mai effettuato senza dettagliate valutazioni tecniche su rischio e pericolosità della pianta. Se questa crea problemi di sicurezza idraulica o di pericolosità per l’incolumità pubblica è chiaro che si è più critici. A volte, infatti ci si trova di fronte a esemplari che ostacolano il deflusso delle acque. Per ogni esemplare tagliato i regolamenti pubblici possono prevedere la messa a dimora di una nuova pianta». —

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