La Nuova Ferrara

Ferrara

Orario continuato e “visierone” «La prova camicia? Da limitare»

s.c.
Orario continuato e “visierone” «La prova camicia? Da limitare»

Negozi d’abbigliamento pieni d’invenduto pronti al via. Trevisani: un cliente a piano, no a sconti 

3 MINUTI DI LETTURA





il caso

Hanno l’intera collezione primavera-estate nei magazzini da due mesi, e i fornitori cominciano a bussare insistentemente per il saldo. Solo che loro, i commercianti del comparto moda, dopo essere stati illusi dall’azzardo del sindaco di Ferrara sull’apertura anticipata... a oggi, sono ancora in attesa di una data per poter vendere il primo abito della nuova stagione e stanno riorganizzando i loro negozi senza avere in mano un protocollo vero. «So di sicuro che cambierà profondamente il rapporto con i clienti e mi sto attrezzando, il prefetto mi ha deluso e ora è necessario che il via libera non slitti oltre il 18 maggio» dice il ferrarese Davide Trevisani, di “Nati con la camicia”. Il negozio di via Garibaldi è abbastanza ampio, 150 metri quadrati distribuiti su due piani, qualcosa come 6.000 camicie a scaffale più capispalla, cravatteria ecc. e una «magazzino enorme di merce nuova, di tutti gli impermeabili ho fatto in tempo a venderne uno... Ma non punterò sulla scontistica, credo che se uno calcola ricavi onesti non debba ricorrervi in questi casi».

Il principale nodo da sciogliere per la ripartenza di questo tipo di negozi è la prova vestito: «I miei clienti abituali sanno già la taglia della loro camicia, con i nuovi dovremo limitare molto le prove. Ci saranno capi campione da lavare e sanificare ogni volta, anche se ci dicono che il rischio su questo tipo di tessuti è molto basso». Le linee guida che circolano tra i negozianti indicano in «un cliente alla volta in negozio, per ogni piano: quindi da noi due clienti contemporaneamente - spiega Trevisani - Dovremo sicuramente rendere gli orari più elastici, personalmente sono favorevole all’orario continuato che fa lavorare con più tranquillità. Faremo i turni con la mia dipendente, che ora è in Cassa integrazione e attende la data per il via. Prevediamo due sanificazioni al giorno, una al mattino. L’aria condizionata? È stata totalmente sanificata, la useremo molto meno di altre estati». E sparsi per il negozio ci saranno purificatori d’aria all’ozono.

Quanto ai plexiglass, Trevisani pensa di metterne uno solo, alla cassa, «ma noi addetti gireremo con la visierona, modello ospedale, anche perché dovremo prendere ad esempio i segni nei pantaloni».

Oltre alla data per la ripartenza, una sola richiesta: «Abbiamo bisogno di 3-4 giorni per poterci organizzare prima della ripartenza».

La settimana appena iniziata è quindi decisiva per i negozi di abbigliamento, «abbiamo perso due mesi e mezzo di vendite delle nuove collezioni, la filiera della moda è davvero tra le più massacrate - aggiunge Giulio Felloni, numero uno di Ascom e vice nazionale di Moda Italia di Confcommercio - Si parla tanto, e giustamente, di bar e ristoranti ma anche i negozi sono ormai allo stremo. Contiamo entro breve di poter distribuire un vademecum su come aprire, sulla base di normative chiare e univoche: bisogna stringere i tempi». —

s.c.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google