Imprenditore ferrarese salva azienda storica bergamasca
Sovrani della Saf Italy e la cordata che ha soccorso l’Ariete di Suisio «In crisi per il Covid ma parliamo di maestri del settore batterie»
la storia
Un bell’episodio di solidarietà con protagonista un imprenditore ferrarese. Fra le buone notizie ai tempi del coronavirus ecco quella di Alberto Sovrani titolare – assieme alla famiglia – della Saf Italy di Tresigallo, specializzata in batterie con 30 punti vendita in tutta Italia. Lui, assieme ad altri imprenditori del settore, è corso in aiuto dell’azienda Ariete. «Praticamente stiamo salvando lo stabilimento di Suisio, in provincia di Bergamo – ci spiega Sovrani –, sede della Ariete, che produce accumulatori. Siamo intervenuti subito, a inizio marzo, quando stava prendendo sempre più piede la pandemia».
Facile immaginare come siano saltate le richieste dei clienti, commissioni magari previste da tempo e annullate d’un colpo; una tragedia. Basta questo per mandare in crisi un’azienda piccola, ma dal grande passato. Il fatto non passo inosservato e anziché vederla agonizzare, lo spirito di iniziativa prende il sopravvento. «L’Ariete produce accumulatori per batterie, proprio come si faceva una volta. A mano, con la pece e il catrame, escono nere alla fine del ciclo produttivo. È l’unica azienda in Italia a farlo ancora in modo artigianale. È piccola ma conta comunque una ventina di dipendenti e non ha esempi simili nel nostro settore, tanto da fornire da sempre colossi come Fiam, Marelli e Scaini».
Batterie per la nautica senza ricorrere a nanomacchinari o sistemi automatizzati: si vedono ancora i passaggi dell’amanuense. «Per questo vogliamo realizzare un museo vivente per mostrare come si produce questo tipo di batteria. È un progetto che vedrà la luce nei prossimi mesi e sarà educativo per le scuole o i politecnici».
Ma facciamo un passo indietro, a metà marzo: «Abbiamo creato una società e poi abbiamo fatto un affitto di azienda; senza questa operazione l’Ariete avrebbe chiuso. Siamo tutti imprenditori che si conoscono e abbiamo pensato fosse giusto salvare un’azienda speciale come questa, che io vedo come un sarto con gli abiti». —
c.m.
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