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La Caritas: a Portomaggiore il 70% in più di persone bisognose

Mario Bellini
La Caritas: a Portomaggiore il 70% in più di persone bisognose

L’associazione parrocchiale prepara pacchi di cibo da distribuire  Il sostegno di chi è in difficoltà. Dal Prc altra donazione di 500 euro 

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il caso

È aumentato in poche settimane di quasi il 70 per cento il numero delle persone in difficoltà che a Portomaggiore si rivolgono alla Caritas per un aiuto. È il drammatico bilancio dell’emergenza coronavirus.

A evidenziarlo è stato il presidente della Caritas parrocchiale, Michele Palmiotto, in occasione della donazione di altri 500 euro ricevuta da Leonardo Forlani e Giovanni Tavassi, rispettivamente segretario e consigliere comunale del Prc, per aiutare le famiglie in difficoltà.

L’IMPEGNO

«Ringrazio la Caritas – dice Forlani – per l’aiuto che riesce a dare a chi ne ha bisogno, non solo ora con l’epidemia ma tutto l’anno. Per le famiglie in difficoltà versiamo quanto siamo riusciti a raccogliere con la nostra sottoscrizione interna». Tavassi precisa che «ci siamo rivolti a Caritas anche perché al momento il Comune non aveva ancora l’Iban dedicato e comunque vogliamo ringraziare in modo particolare l’Associazione di Pubblica Assistenza e i carabinieri in congedo di Portomaggiore per l’assistenza capillare davvero encomiabile alle famiglie bisognose».

POVERTÀ IN CRESCITA

Palmiotto ha evidenziato come «la pandemia ha elevato del 60-70% le persone in affanno. Riceviamo dai Servizi sociali del Comune le segnalazioni di chi si trova in stato di bisogno e prepariamo pacchi con pasta, riso, olio, zucchero, legumi e altro, in quantità commisurate al numero dei componenti della famiglia. Ma è solo grazie ai carabinieri in pensione che raggiungiamo casa per casa gli aventi necessità».

Da circa 120-130 sono aumentati a 200-210 le famiglie che dichiarano il bisogno di aiuto. «Prima ci rifornivamo regolarmente anche dalla Coop per generi alimentari al limite della scadenza – aggiunge Palmiotto –, ma ora siamo costretti a recarci regolarmente a Bologna al Banco Alimentare regionale. Ringrazio i donatori, come il Prc; poi il Comune, con cui collaboriamo da oltre un decennio e il gruppo di giovani che si è reso disponibile a sostituire i precedenti volontari, tutti over 65 e da non utilizzare in queste settimane di pandemia». —

Mario Bellini

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