Cento piange Gabriele, una vita di lavoro
L’imprenditore ucciso dal virus a 86 anni. Morte altre due ospiti di Villa Alma e una donna argentana. Nessun contagio
FERRARA. Un imprenditore del Centese vittima del coronavirus. Ieri mattina all’Ospedale del Delta è deceduto Gabriele Ferranti, di 86 anni. L’uomo era ricoverato nel Reparto Covid dalla fine di aprile. La morte di Ferrari, che viveva a Molino Albergati, ha suscitato grande cordoglio nella piccola comunità ma anche in tutto il Centese, dove la famiglia Ferrari è conosciuta e stimata, grazie all’attività imprenditoriale svolta da Gabriele fino a quando non è andato in pensione.
LA TESTIMONIANZA
Gestiva infatti una segheria che «dava lavoro a decine di persone», spiegano commossi i conoscenti. «Mio padre - racconta addolorato il figlio Stefano - ha dedicato la sua vita al lavoro. Un impegno che ha iniziato giovanissimo nella sua azienda, la Segheria e Imballaggi che portava il suo nome. E sono commosso anche dal fatto che tanti lo ricordino come un imprenditore laborioso». Ieri mattina dal Delta la chiamata alla famiglia del decesso: «Anche mia madre è rimasta contagiata dal virus - continua Stefano -, l’ho praticamente fatta portare dall’ambulanza all’Ospedale del Delta un giorno prima del ricovero di mio padre. Lei è tornata a casa, guarita la settimana scorsa. Mio padre, invece, non ce l’ha fatta».
ANCORA LUTTI
Il conto presentato dal coronavirus resta pesante: oltre all’imprenditore centese altre tre persone sono state portate via dal Covid, facendo salire a 152 il numero di vittime ferraresi. Uno dei decessi risale peraltro al 10 maggio: si tratta di una signora di 86 anni di Codigoro, ospite della struttura residenziale Alma e che era stata ricoverata tre giorni prima nel reparto Covid dell’ospedale del Delta di Lagosanto, dove è spirata all’alba di domenica. Soffriva di patologie croniche. Ma il bilancio delle vittime a Villa Alma si è aggravato ulteriormente con il decesso, ieri, di un’altra anziana ospite, una signora codigorese di 87 anni morta nelle prime ore del mattino di ieri all’ospedale del Delta, dove era arrivata il 19 aprile. Sale dunque a 6 il conto ufficiale delle vittime del Covid tra gli ospiti di Villa Alma, una struttura che insieme alla Residenza Manica di Argenta è stata interessata da un devastante focolaio. Era stata ricoverata a Cona un mese fa, proveniente dall’ospedale di Argenta, infine, la donna argentana di 89 anni deceduta mercoledì pomeriggio nel reparto Covid del Sant’Anna. Anche in questo caso la paziente soffriva di patologie pregresse.
Al dolore e al lutto che ancora una volta ha colpito quattro famiglie ferraresi, si affianca la consolazione relativa all’andamento del contagio, che per il terzo giorno consecutivo non ha fatto registrare casi positivi, che restano dunque fermi a 970. Si registrano 13 ricoveri per altrettanti casi sospetti: sette a Cona e uno a Lagosanto, oltre a quattro a Cento (di cui due fuori provincia) e uno ad Argenta. Viene comunque riportato un ricovero a Cona nel reparto Covid di un paziente codigorese che - in assenza di nuovi contagi acclarati - è con ogni probabilità risultato positivo in precedenza e messo in isolamento domiciliare. Le sue attuali condizioni hanno evidentemente indotto i medici a disporne il ricovero. Intanto si attende l’esito di 95 tamponi, mentre 42 persone hanno terminato la quarantena. —
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