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Palestre al via solo il 25 maggio «Mancano indicazioni precise»

Sergio Armanino

Parla Romano Becchetti titolare della palestra New Millenium: sugli affitti alcuni si sono messi d’accordo, altri sono per avvocati 

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È di mercoledì l’informativa del ministro dello sport Vincenzo Spadafora al Senato, durante la quale ha affermato che la ripresa delle attività nelle palestre e nei centri sportivi sarà dal prossimo 25 maggio.

Per ora, però, gli operatori di questi settori non hanno certezze.

Romano Becchetti, referente provinciale Asi e titolare della palestra New Millenium, è fra i tanti che attendono lumi: «Sono in una chat assieme ai rappresentanti di tutti gli enti di promozione sportiva, l’assessore comunale allo sport Maggi, il Coni: ci fossero state notizie o indicazioni, ce le saremmo scambiate. Invece ancora niente».

Becchetti, fra i più aspri critici del governo centrale, attende tuttavia con calma: «Non sappiamo niente e non abbiamo nessuna linea guida. Abbiamo letto bozze nei giorni scorsi, fino a un mese fa, con palestre e piscine, eravamo nello stesso calderone di parrucchieri, spiagge, ristorazione... invece quei settori adesso riaprono e sanno anche come potranno farlo, noi no. Siamo preoccupati per quello che ci sarà imposto».

Sì, perché le peculiarità del settore non favoriscono soluzioni semplici. A maggior ragione sarebbe utile poter avere indicazioni precise: «Se ci sarà bisogno di entrata e uscita separate - esemplifica Becchetti -, nella mia palestra è possibile, ma in altre no. Sarà vietato usare gli spogliatoi? In questa stagione, uno arriva vestito da palestra, magari si porta una maglietta di ricambio, poi va a farsi la doccia a casa. Ma tutti quelli che vengono in pausa pranzo e devono tornare in ufficio, come faranno? D’accordo, questo non è niente di drammatico. E le presenze? In quanti potranno stare in palestra? Dovrò spostare e distanziare tutte le macchine?».

Più si scende nel dettaglio, più emerge la pressante necessità di avere risposte. Fra i tanti aspetti, la salubrità degli ambienti: «A prescindere dal virus, con i primi caldi spalancavamo tutte le finestre, si stava meglio così che non a tenere tutto chiuso e accendere l’aria condizionata: andrà bene? Lo potranno fare anche le altre palestre?».

Poi, ci sono le diverse attività possibili: «Verrà proibito per un periodo l’uso delle macchine cardio? Uno che corre s’affanna di più di uno che fa bicipiti... Il sudore non c’entra nulla con il virus, il punto è la respirazione».

Sul fronte sanificazione, poche perplessità: «Gli ambienti sono chiusi dall’8 di marzo, non serve a nulla: ci sarà da togliere la polvere».

C’è poi un altro aspetto comune ad altre categorie, il problema affitti: «Molti hanno contratti con dei privati e le discussioni non sono mancate. Chi ha un ottimo rapporto con il proprietario ha trovato un accordo, ma in altre situazioni sono partite le lettere degli avvocati». —



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