La Nuova Ferrara

Ferrara

il punto 

Viticoltori ferraresi in crisi Quest’anno vendite a picco

Viticoltori ferraresi in crisi Quest’anno vendite a picco

Un settore in forte sofferenza con la chiusura di ristoranti, bar e senza il turismo Anche il mercato estero con l’emergenza sanitaria in atto è in forte frenata

3 MINUTI DI LETTURA





Il settore vitivinicolo ferrarese è in forte sofferenza con la chiusura di ristoranti e bar, lo stop ad alberghi e agriturismi e il mercato estero in frenata. Vittorio Scalambra della cantina Corte Madonnina, azienda associata a Confagricoltura Ferrara, è una realtà storica che da oltre 60 anni produce i vini Doc del Bosco Eliceo. L’azienda agricola Corte Madonnina si trova a pochi passi dall’Abbazia di Pomposa, i vigneti confinano con il monastero, sul territorio che nel Medioevo veniva chiamato “Insula Pomposiana”.

Qui Pomposa

«Siamo una piccola cantina - dichiara preoccupato Scalambra - dai nostri 6,5 ettari di vigneto produciamo circa 50.000 bottiglie, una produzione limitata che ci consente una continua ricerca qualitativa dei nostri prodotti. Rifornisco bar, ristoranti, enoteche, tutti rimasti chiusi in questi mesi e, vista la mia posizione strategica, vivo molto di enoturismo, ma anche questo spazzato via da una situazione senza precedenti. Quest’anno, fino ad ora, ho fatturato solo il 10-15% rispetto allo stesso periodo del 2019; quel poco che ho venduto è stato grazie ai miei clienti affezionati e dalle vendite effettuate con l’e-commerce. Meglio è andata per quei produttori che riforniscono i supermercati. Il problema, se non dovesse aprirsi il turismo e con lui gli alberghi, i ristoranti e i bar, sarà alla vendemmia; come faremo a vendemmiare con tutto l’invenduto ancora da imbottigliare? E soprattutto questi mesi sono ormai persi, anche se non siamo mai stati fermi perché nel vigneto è necessaria una cura costante per evitare il rischio di danni permanenti. Oggi siamo impegnati con le potature verdi, la vigna è sana e se il meteo lo permetterà avremo un ottimo vino. È necessario consentire ai produttori l’accesso ai fondi regionali stanziati per il rilancio dell’immagine turistica dell’Emilia-Romagna, che non può prescindere dal binomio cibo-vino. Il nostro turismo è un mix di territorio, storia e convivialità, tutti elementi che sono stati azzerati».

Qui Berra

Ci spostiamo a Berra per parlare con Federica Bellettato, che insieme alla cognata Silvia guida l’azienda Terre di Ca’ Bindola, associata a Confagricoltura. Intraprendenti e giovani vignaiole per passione, chiediamo a Federica di parlarci dell’azienda e di come ha reagito in questi mesi di lockdown.

«Tutto nasce nella primavera del 2013 quando piantammo la prima piantina di vite fino a ricoprire oggi gli attuali 7 ettari. Siamo cresciute a pane e agricoltura così, grazie alla nostra passione vitivinicola, abbiamo inteso riportare i sapori della tradizione in una dimensione moderna e nel pieno rispetto del territorio. In questi anni abbiamo aperto molti canali con l’estero, oggi fermi come tutto il resto; addirittura i nostri vini erano già arrivati in California, poi bloccati a causa del lockdown. Altro canale aperto è con il sud America, Venezuela e Santo Domingo, anche questo congelato, confidiamo di poter ripartire appena sarà possibile. Le vendite alla GDO non hanno compensato le ingenti flessioni subite dal comparto, non sempre il vino è considerato un prodotto di prima necessità e molte sono le famiglia che stanno facendo i conti con problemi economici, o anche solo con la paura di averne».—

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google