Frontalieri degli affetti, è lunga. E il Veneto apre anche al Friuli
Spostamenti attraverso i confini regionali possibili solo dal 3 giugno. Famiglie ferraresi ancora divise dal Po. Zaia fa accordi a Est e a Ovest
FERRARA. Se per alcuni “frontalieri degli affetti” è arrivato il “condono”, con la possibilità di visitare i propri congiunti di regioni vicine già dal 18 maggio, le famiglie divise tra Veneto ed Emilia Romagna dovranno aspettare ancora fino al 3 giugno, prolungando la separazione di altre due settimane e mezzo.
Niente fa fare, per chi vive di qua e di là dal Po, diviso solo dai 300 metri del ponte tra Ferrara e Santa Maria. L’Emilia Romagna infatti non figura tra le regioni con cui il Veneto ha stretto l’accordo per riunire i frontalieri. Al momento gli unici “muri invisibili” abbattuti sono quelli a Ovest ( tra Veneto e Trentino Alto Adige) e ora anche a Est, tra Veneto-Friuli Venezia Giulia, mentre per poter oltrepassare la frontiera Sud con l’Emilia Romagna tutto è rimandato al 3 giugno.
Proprio ieri i governatori del Veneto Luca Zaia e del Friuli Massimiliano Fedriga hanno inviato una lettera ai Prefetti per comunicare che «in considerazione della positiva evoluzione dello stato epidemiologico delle rispettive Regioni e vista l’esigenza manifestata da numerosi cittadini dei rispettivi territori residenti nelle zone di confine fra Friuli Venezia Giulia e Veneto, le rispettive Regioni intendono introdurre la possibilità di visitare dal 18 maggio i congiunti per i residenti nelle province di confine del Veneto e del Friuli Venezia Giulia».
I governatori confidano infine nel supporto dei Prefetti per divulgare in modo capillare alle forze di Polizia questa decisione. —
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