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Emergenza coronavirus a Ferrara

I test per il Comune di Ferrara Fabbri: per prima la polizia locale

Autorizzato anche il punto prelievi F Medical di via Darsena, in città Il sindaco: presto analisi anche per i dipendenti Asp e di Ferrara Tua 

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La novità

Via libera dalla Regione Emilia Romagna all’accreditamento di un altro punto prelievo ferrarese, nell’ambito della campagna di test sierologici contro il coronavirus. Si tratta del poliambulatorio privato F Medical che ha sede in via Darsena 84-86. Ora che l’autorizzazione è arrivata, spiega l’amministratore Stefano Di Mase, «siamo in grado di offrire test rapidi di tipo qualitativo, capaci di rilevare la presenza di anticorpi IgM e IgG nell’organismo. Il costo è di 30 euro, in linea con quello suggerito dalla Regione. In caso di positività al Covid, si passerà poi a un test quantitativo, mediante cui capire qual è il dosaggio degli anticorpi prodotti dal soggetto: capiremo anche se l’infezione è attuale o pregressa. Costo 48 euro, e anche in questo caso la soglia è quella indicata a livello regionale». Il terzo passaggio è il tampone, che come ha dettato l’autorità sanitaria sarà però effettuato dall’Asl.

I test sierologici possono essere richiesti dai privati cittadini, previa ricetta medica, e dalle aziende mediante una semplice comunicazione. Il punto prelievo è disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 9.30. L’ok a F Medical che, per l’esame delle provette fa riferimento al Laboratorio Bianalisi di Reggio Emilia, è importante anche perché è la realtà cui si erano rivolti già settimane fa il Comune di Ferrara (accordo per 350 test, tra dipendenti comunali e delle aziende partecipate) e una realtà industriale di rilievo come la Berco di Copparo. Gli altri punti prelievi autorizzati in provincia, al momento, sono quelli di Synlab e Lifebrain a Ferrara e del Laboratorio Salvi a Cento. L’inserimento del laboratorio nella lista dei centri autorizzati dalla Regione è stato salutato con soddisfazione dal sindaco di Ferrara, Alan Fabbri: «Il Comune sottoporrà a test sierologico su base volontaria i dipendenti più esposti al rischio di contagio cioè quelli che in queste settimane difficili hanno lavorato a contatto diretto con il pubblico a partire dagli agenti della polizia locale». Seguiranno quelli dell’Asp e di Ferrara Tua. La Regione, ha protestato Fabbri, «prima ha ignorato la questione poi ha imposto la formulazione di un progetto da approvare a cui non ha mai dato riscontro, poi ha impiegato diversi giorni per indicare i laboratori autorizzati creando un forte ritardo». —

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