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in un anno +2,5% 

Prezzi degli alimentari Ferrara a buon mercato

Prezzi degli alimentari Ferrara a buon mercato

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Con un rincaro medio del 2,5% Ferrara si colloca nella parte bassa della classifica nazionale dei rincari per quanto riguarda i prodotti alimentari. Lo rende noto l’Unione nazionale consumatori sulla base dei dati Istat di aprile. Si tratta di un dato che ingloba anche i primi effetti del coronavirus, particolarmente pesanti proprio sui prodotti a lunga conservazione e su quelli di stagione. Balza subito all’occhio che la città capoluogo più cara, per quanto riguarda appunto i prorotti alimentari, cioè Caltanissetta, ha mostrato una crescita annuale dei prezzi alimentari del 5,7%, ben oltre il doppio di quella ferrarese. L’Emilia Romagna resta un territorio generalmente a buon mercato, visto che solo Ravenna (+4,1%), Reggio Emilia e Forlì hanno superato Ferrara in questa graduatoria. Da registrare che Modena e Bologna sono tra i capoluoghi più virtuosi: si può ipotizzare che la presenza forte della grande distribuzione abbia contribuito ad evitare eccessivi rincari.

A livello di Emilia Romagna, infatti, la media degli aumenti di prezzo dei prodotti alimentari è stata del 2,6%, solo sei altre regioni hanno fatto “meglio” (tra queste c’è anche la Toscana). La media nazionale in questo periodo è stata del 2,8%. —

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