La Nuova Ferrara

Ferrara

Sindacati inquilini «Tavolo di crisi contro gli sfratti per morosità»

Il pagamento degli affitti accende il dibattito Chiesti finanziamenti, no a interventi spot  

2 MINUTI DI LETTURA





l’appello

Un primo segnale. Così commentano, i sindacati SICet, Sunia e Uniat, l’adozione da parte della Giunta comunale di Ferrara della delibera di erogazione di contributi per il pagamento dei canoni locativi a favore di studenti universitari fuori sede per 36. 518 euro. «Riteniamo tale finanziamento – spiega la nota dei sindacati – un primo timido e insufficiente passo a favore di una più complessa problematica, quella del pagamento del canone di affitto non solo da parte degli studenti universitari fuori sede, ma anche da parte dei cittadini e delle aziende industriali e commerciali in difficoltà economiche a seguito dell’emergenza sanitaria in corso».

Da tempo, spiegano ancora i sindacati, è stata rimarcata l’esigenza di costituire un Tavolo di crisi, o Tavolo delle politiche abitative, ala presenza di tutte le istituzioni, delle categorie economiche e delle rappresentanze sindacali. L’obiettivo è «proporre, discutere e mettere in campo iniziative da adottare per venire incontro alle esigenze sia dei proprietari di immobili locati che degli inquilini, di indirizzare finanziamenti e stabilire meccanismi che prevengano il ricorso a provvedimenti di sfratto per morosità onde evitare di compromettere la tenuta economica del tessuto sociale».

L’adozione di singoli provvedimenti, oltre a non avere efficacia, suona «come interventi “spot” non risolutivi. Nei nostri precedenti interventi – dicono ancora Sicet, Sunia e Uniat, con i rispettivi portavoce Eva Paganini, Maurizio Ravani e Paola Poggipollini – abbiamo richiamato provvedimenti come la rinegoziazione dei canoni locativi tra proprietari e inquilini, tra l’altro prevista da un orientamento sottoscritto tra sindacati della proprietà e inquilini firmatari degli accordi territoriali, che potrebbe essere sostenuta da incentivi comunali come la riduzione dell’Imu o di altri tributi a favore di quei proprietari di alloggi (a libero mercato e concordati) che accettino di rinegoziare i canoni locativi senza escludere ulteriori contributi diretti ai conduttori colpiti dalle chiusure e dalla conseguente riduzione di reddito».

Come esempio viene richiamata l’iniziativa del Comune di Bologna d’incentivare la trasformazione dei canoni di affitto a libero mercato in canoni concordati, attraverso la rinegoziazione. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google