Gli infettivologi ferraresi: «Serve ancora più prudenza»
«Siamo riusciti a contenere la diffusione del virus grazie a comportamenti responsabili. La prudenza è d’obbligo: non sprechiamo quanto ottenuto fin qui».
Marco Libanore, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive all’interno dell’ospedale Sant’Anna, mette in guardia circa l’ulteriore allentamento delle briglie imposte nel corso degli ultimi due mesi. Ripartire sì, anche per bar e ristoranti, ma sempre facendo attenzione alla sicurezza e alla salute. «Ci stiamo per addentrare ancor più nella Fase 2 – spiega l’infettivologo –, tuttavia non sappiamo ancora quanto abbiano pesato, in termini di condizioni sanitarie generali, le riaperture del 4 maggio. La malattia sta riducendo i suoi effetti, anche nella nostra provincia dove possiamo ritenerci fortunati: diminuiscono i ricoveri e la gravità dei malati. Un impatto patogenetico che ha il suo peso, sul lungo periodo tutti i virus mostrano delle mutazioni – osserva il professor Libanore –, ma non c’è ancora evidenza scientifica sul fatto che lo abbia già fatto».
Far riprendere le attività commerciali era dovuto, sottolinea un altro infettivologo ferrarese, Florio Ghinelli: «Si è arrivati a un compromesso tra la tutela della salute e sistema economico; ci sono voluti giorni ma non poteva che essere così, visto che i numeri dei contagi stanno diminuendo. Sono fondamentali le diagnosi precoci e le cure sui malati con farmaci che stanno dando buoni effetti, come la clorochina». Indicazioni che fanno pensare positivo. Seppure non bastino del tutto. «Dobbiamo continuare a fare i bravi – sottolinea Ghinelli – e a esserlo ancora di più. Perché nessuno può affermare, pure i virologi che in realtà hanno detto tutto e il contrario di tutto, che il virus ormai è pronto ad abbandonarci e che tutto proseguirà per il meglio». —
Fabio Terminali
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