Piscine e palestre ora respirano «Rischio gestibile, si può provare»
Fare il massimo con quello che si ha. Convivendo col coronavirus. I gestori di palestre e piscine vanno sul filosofico, ma sostanzialmente respirano: il nuovo Dpcm pone spiragli di riapertura. Se “ieri” il protocollo scientifico-governativo rendeva impossibile togliere i lucchetti dagli ingressi, “oggi” ci si può ragionare. Le criticità rimangono, i problemi pure. Epperò adesso cresce la volontà di provarci. Da lunedì 25 maggio si può rimettere in moto la complessa macchina che è sì sportiva, ma anche necessaria al “popolo” degli amatori. A chi ha necessità di svolgere attività fisica indoor.
«Si va a sentimento - dice Davide Gilli di Pool 4.0, gestisce la piscina di via Bacchelli a Ferrara -: questa musica è un segnale positivo». Ovvero, albergano voglia e necessità: «Il rischio zero non lo garantisci, però adesso siamo messi nelle condizioni di poterlo gestire. Possiamo iniziare a fare i conti, soprattutto la priorità è inviare un messaggio positivo». Se prima in corsia potevano nuotare dieci-dodici persone, si scenderà alla metà. «Una ristrettezza ma forse economicamente gestibile - spiega Gilli -; il vero problema sarà la questione spogliatoi, comunque ci sono margini per tentare».
competenza
Ci proverà, presumibilmente, anche Enrico Balestra che con l’Uisp gestisce la rinnovata piscina ferrarese di via Pastro: «Rimane il nodo spogliatoio e docce, che in teoria andrebbero effettuate prima di entrare in acqua e dopo. Ad ogni modo queste nuove norme ci sembrano più accettabili: chi ha redatto il protocollo sembra avere ascoltato qualcuno che ne capisce». Meno arduo, appare, gestire l’estivo legato alla piscina. «Creare un doppio percorso entrata-uscita in effetti non è un problema. E anche il distanziamento esterno ridotto aiuta molto» ammette Balestra. Che se ha perso una parte di stagione invernale, con la stagione estiva può rendere meno rossi i conti.
fitness
Sospiro anche dai gestori delle palestre. Con distinguo: chi ha esclusiva attività legata alle arti marziali ha perso troppo e forse riaprire ha poco senso. Le lezioni si svolgono in periodo scolastico e ormai... Poi niente contatto, quindi - per dire - judo e kendo sono out. Però il karate... «Si può anche fare - dice Federica Achilli del Furinkazan -, ma i genitori hanno paura a mandare i bambini ed aprire per meno di due mesi non ha senso».
Ce l’ha, il senso, per chi invece ha strutture che lavorano undici mesi e con ampio ventaglio di proposte. Cardiofitness, sala pesi... «L’intenzione è provare a partire - ammette Romano Becchetti della Millennium -; sono in contatto costante con molti colleghi, le preoccupazioni ci sono. Chi ha palestre piccole avrà problemi nel gestire gli spogliatoi, che a quel punto saranno resi inagibili. Arriva l’estate e si può fare. Non usare l’aria condizionata non è un grosso guaio, neppure la differenziazione tra entrata e uscita. Semmai dovremo inventarci come gestire e distanziare le macchine della sala pesi. Dovremo inventarci qualcosa per far sì che gli utenti non siano a contatto. Intanto partiamo e vediamo le reazioni dei clienti».
«Ma per molti, il vero nodo - sussurra Becchetti -, sarà pagare gli affitti dei locali non avendo incassato per mesi». —
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