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La Festa dell’Unità deve arrendersi al virus Prima volta in 70 anni

m.bar.
La Festa dell’Unità deve arrendersi al virus Prima volta in 70 anni

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Anita

Ancora una perdita tra le manifestazioni gastronomiche in programma nella nostra provincia. E dire che da quando è stata organizzata la prima edizione, negli anni dell’immediato dopoguerra, non era mai accaduto che la Festa dell’Unità di questa piccola frazione divisa fra Argenta e Alfonsine dovesse saltare un’edizione. Per oltre settant’anni, insomma, la grande festa di Anita - così viene chiamata -, ha sempre costituito un appuntamento importante per un vasto bacino comprendente i territori Ferrarese, Bolognese e romagnolo. Ci voleva il coronavirus per interrompere questa lunghissima tradizione.

E dire che ormai l’edizione targata 2020 era in cantiere da diversi mesi, con il solito mix di buona cucina (carne e pesce) e grandi orchestre sul palco. Avrebbe dovuto iniziare il 29 maggio per concludersi il 2 giugno, con il ponte per la Festa della Repubblica.

il rammarico

«Purtroppo quest’anno non ci sono le condizioni – afferma Davide Zanotti, che sta a capo dell’organizzazione –; se le condizioni lo permetteranno speriamo di poter realizzare qualcosa in settembre. Nulla ci aveva mai fermato... Ci voleva questo dannatissimo virus per metterci al tappeto» .

«Questa festa l’ho vista nascere fin dalla sua prima edizione – aggiunge Danilo Altini, per anni volontario di questa manifestazione –. Ho 88 anni e quando si è svolta la prima edizione ero ancora minorenne. Fin quando ho potuto ho dato il mio contributo. Questa è sempre stata una festa sentita da tutta la popolazione, non solo del nostro piccolo paese di Anita, bensì di una vasta area. Quest’anno mi sembrerà strano che non ci sia questo appuntamento, al quale da oltre settant’anni vi ho sempre partecipato; peccato». —

m.bar.

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