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ok dalla giunta regionale 

Centri diurni per disabili La ripartenza è graduale

Centri diurni per disabili La ripartenza è graduale

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Possono riaprire gradualmente, da questa settimana, in Emilia-Romagna, i centri diurni per persone con disabilità. È quanto stabilito dalla Regione che ha definito le linee guida per il riavvio dell’attività in sicurezza alla luce dell’emergenza legata alla diffusione del coronavrirus. Il testo che è stato approvato dalla Giunta ed è stato presentato in Commissione assembleare introduce, tra le principali novità, turni di frequenza differenziati e utenti organizzati in piccoli gruppi stabili di massimo cinque persone; riorganizzazione degli spazi interni; rispetto delle norme igieniche e di sanificazione, utilizzo delle mascherine e test sierologici. Prevista, inoltre, la predisposizione di un progetto personalizzato formulato con il paziente e la famiglia che, oltre alla frequenza del Centro, possa prevedere ulteriori interventi, a distanza o domiciliari e trasporti da garantire in sicurezza. Le linee guida, spiega una nota, sono state redatte attraverso il confronto con Enti locali ed Anci, Enti gestori, sindacati e federazioni regionali delle associazioni di persone con disabilità e loro famiglie.

«Con le Linee guida che dovranno essere applicate in tutti i distretti e servizi della regione, i Centri diurni per persone con disabilità potranno riprendere le proprie attività in sicurezza – osservano la vicepresidente Elly Schlein e l’assessore regioanle alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –: la riapertura sarà graduale, attraverso la rimodulazione dei servizi a livello distrettuale e la co-progettazione con gli enti gestori nel rispetto delle linee guida, è importante riavviare subito dove possibile l’attività, che rappresenta un supporto fondamentale e insostituibile anche per le famiglie».

Sono 195, in regione, i Centri diurni socio-riabilitativi e 84 i Centri socio-occupazionali che ospitano quotidianamente oltre 5. 000 persone con disabilità gravi e gravissime; per la maggior parte sono gestiti da cooperative sociali. —

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