Rogo in un magazzino a Consandolo Bruciano paglia e fieno
Pompieri da Portomaggiore e Ferrara al lavoro per ore Danni alla struttura, salvi i macchinari. Nessun ferito
CONSANDOLO
Momenti di apprensione ieri intorno a mezzogiorno a Consandolo, nell’Argentano, per un incendio divampato all’interno di un capannone di un’azienda agricola. Non sono chiari i motivi che hanno scatenato il fuoco ma, quello che è certo, è che nel giro di poco le rotoballe di paglia e fieno all’interno della struttura hanno iniziato a bruciare. Immediati i soccorsi, grazie ai quali è stato possibile evitare il peggio.
l’incendio
Tra le mura del capannone oltre alla paglia, c’erano anche macchinari agricoli: trattori per il movimento terra e altre attrezzature necessarie per il lavoro in campagna. Gli agricoltori, che fortunatamente si sono accorti tempestivamente dell’incendio, hanno potuto mettere in salvo almeno i macchinari. Sono riusciti infatti a portare i mezzi all’esterno della struttura prima che venissero raggiunti dalle fiamme. Contemporaneamente allo spostamento dei trattori sono stati chiamati i vigili del fuoco. Sul posto sono intervenute tre squadre, due da Portomaggiore e una da Ferrara. I pompieri hanno dovuto lavorare per ore per domare l’incendio. Al di là delle fiamme, a complicare le operazioni di spegnimento è stato l’intenso fumo provocato dalla paglia. Praticamente impossibile spegnere da fuori il rogo e così i vigili del fuoco sono dovuti entrare all’interno della struttura. Nella ditta di Consandolo, che si trova praticamente di fronte al cimitero del paese, non è stato necessario l’intervento del personale sanitario. Fortunatamente, infatti, non si sono registrati feriti. Nessuno è rimasto coinvolto nell’incendio, né sorpreso dalle fiamme e nemmeno intossicato dal fumo.
i danni
Ora alla ditta toccherà però la conta dei danni, capire quanto è stato perso e quanto ci vorrà per risistemare lo stabile. Perché, se è vero che i macchinari agricoli sono stati messi in salvo, è vero anche che i muri potrebbero aver riportato problemi ben maggiori rispetto al semplice annerimento delle pareti. Il calore del fuoco vivo, infatti, potrebbe aver compromesso la stabilità della struttura. —
S. G.
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