Voleva raggirare i preti col timbro del parroco
Ancora guai per Cristiano Perini, famoso truffatore seriale Agenti gli trovano in casa l’oggetto rubato a Pontelagoscuro
Gli hanno trovato in casa, durante la perquisizione, un timbro della parrocchia di Pontelagoscuro: la Polizia non ha avuto certezza che l’avesse rubato lui, e allora la denuncia è scattata solo per ricettazione. Visto però che stiamo parlando di Cristiano Perini, 50enne, ferrarese Doc, e conosciuto in tutta Italia come un maxi truffatore di sacerdoti, religiosi e prelati, è facile pensare che quel timbro lo volesse usare per mettere a segno un’altra delle sue tante truffe e raggiri in giro per l’Italia. Come del resto ha fatto a Ferrara negli ultimi 20 anni.
In casa Perini
Alla casa di Perini, non a caso, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Ferrara sono arrivati ieri per una indagine in corso, guarda caso, per truffa: una attività investigativa attivata per verificare raggiri telefonici e online, realizzati con sostituzione di persona: raggiri in cui Perini si presentava con l’identità di diversi religiosi, con l’obiettivo di farsi spedire bonifici bancari e postali anche di migliaia di euro, con la solita scusa che usa da tantissimi anni: aiutare ed assistere persone bisognose, facendo leva su questo con le persone che agganciava e che ben volentieri e in buona fede gli inviavano soldi, che lui poi intascava.
L’indagine ha così permesso di sequestrare il timbro della parrocchia di San Giovanni Battista di Pontelagoscuro, oggetto di cui Perini non ha saputo dare alcuna spiegazione: anche visto che i seguenti accertamenti hanno permesso di verificare che l’oggetto rinvenuto, guarda caso, era stato rubato giorni fa dai locali della parrocchia.
Perini dicevamo è famosissimo in tutta Italia: ciclicamente, da ogni angolo del Paese, arrivano denunce e indagini a suo carico. Dopo le varie condanne per truffa e tanto altro già scontate in parte, ora è libero o quasi, visto che è sottoposto a Misura di prevenzione, una Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza che gli impone l’obbligo di soggiorno a Ferrara per tre anni, come aveva disposto il Tribunale di Bologna a fine 2019.
Truffatore seriale italiano
Ma come è possibile che possa essere ancora libero visto il suo pedigree di tutto rispetto come truffatore seriale? Scontate le varie condanne (in passato aveva truffato tutti i preti ferraresi facendosi passare per don Bedin, ha raggirato anche il segretario del vescovo di Ravenna, e poi si è specializzato in truffe on line) ora attende i vari processi sparsi in tutta Italia: gli ultimi a Pistoia, Udine, Brescia, Cagliari, con relative denunce per maxi truffe. E quindi dovrebbe sottostare al cumulo delle pene quando gli verrà conteggiato. Intanto, l’accusa di ricettazione del timbro, verrà segnalata al Tribunale affinché i giudici valutino per lui una eventuale misura più restrittiva. –
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