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Ferrara piange l’ex autista tifoso spallino A San Biagio il 20esimo lutto del Manica

Negativi i pazienti dei reparti No Covid con tre degenti positivi. Il bollettino: tre nuovi contagiati e 19 ricoveri di sospetti  

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Due decessi e tre nuovi positivi al coronavirus in provincia di Ferrara, ma anche 19 ricoveri nelle ultime 24 ore, anche se solamente uno per ora è confermato Covid-19, gli altri sono tutti sospetti.

addio al tifoso spallino

È morto ieri poco prima delle 12 nel reparto di terapia intensiva Covid del Sant’Anna di Cona – ricoverato dal 15 aprile –, Maurizio Cristofori di Ferrara, che proprio nella giornata di ieri aveva compiuto 74 anni. L’uomo ha tentato fino all’ultimo di combattere la malattia che negli ultimi mesi ha ucciso molte persone e che ha colpito anche la moglie Daniela, la quale per fortuna è uscita da alcuni giorni dall’ospedale.

Cristofori è stato per anni un autista di autobus sulle linee extraurbane ed era molto conosciuto in città, per il suo carattere solare e sempre pronto allo scherzo. Era in pensione da poco più di vent’anni, ma ha continuato a frequentare l’ambiente degli autoferrotramvieri, tanto che la sua passione per il gioco a carte la coltivava tuttora all’interno del circolo aziendale Tper. Appena giunta la triste notizia, sono state numerose le testimonianze di affetto da parte dei tanti che lo conoscevano e speravano nella sua guarigione. Cristofori era anche un appassionato tifoso della Spal e da sempre la seguiva, oltre a ritrovarsi con l’attuale dirigenza anche fuori dal campo. «Si è spenta la mia stella», ci ha detto la moglie Daniela, con cui condivideva la vita da tanti anni. Nel luglio 2019 una tragedia aveva colpito la famiglia Cristofori, quando il nipote Marco a soli 20 anni è deceduto per un incidente stradale avvenuto in via Padova: «da lì si è spento il sole», ha proseguito commossa la moglie, oltre a ricordare quanto Maurizio amasse vivere. Oltre alla moglie, Cristofori lascia le figlie Clara, Silvia e Micaela e i nipoti Sara, Diego e Matteo. La data delle esequie sarà resa nota nelle prossime ore e per le note normative sarà possibile la partecipazione solamente ai più stretti famigliari, anche se moltissimi sono gli amici e conoscenti che vorrebbero portare l’ultimo saluto.

lutto a san biagio

Intanto, è arrivata ieri anche la comunicazione del decesso di Maria Giuseppa Gianquitto di 85 anni di San Biagio d’Argenta, morta martedì alle 12 nel reparto Covid dell’ospedale di Cona. La donna – che aveva patologie pregresse concomitanti – era entrata al Sant’Anna lo scorso 9 aprile, proveniente dalla residenza Beneficenza Manica di Argenta. Si tratta della 20esima ospite della struttura deceduta a causa del virus. Vedova Cassano, originaria di San Giovanni Rotondo come il marito deceduto due anni fa, da decenni abitava nella frazione argentana dove sono nati i tre figli, due dei quali vivono lontano, mentre il terzo, Claudio, vive a Budrio e seguiva la madre.

«Era al Manica perché non riusciva a camminare – racconta –; lì stava bene, aveva le sue amiche fino a quando è scoppiato il contagio. È stata una delle prime a essere ricoverate, per 40 giorni ha avuto l’ossigeno per respirare, di fatto non si è più ripresa. Sapevamo che poteva succedere, in fondo aveva compiuto da poco 85 anni e stava male, perfino un’emorragia cerebrale durante il ricovero, ma abbiamo vissuto giorni molto tesi aspettando la telefonata... Ma il vero rimpianto è non averla potuto vedere in tutto questo tempo. Prima andavo sempre a trovarla e a prendere un caffè fuori dalla struttura. Con l’intera famiglia avevamo pranzato insieme a metà febbraio, da allora non ho più potuto vederla e non è stato possibile neppure la videochiamata dall’ospedale. Almeno ora si possono fare funerali normali, seppure riservati ai parenti stretti».

Oltre ai tre figli, l’anziana lascia sei nipoti. Domani alle 15. 30 i funerali a San Biagio e l’ultimo viaggio al cimitero locale, dove c’è la tomba del marito.

Pazienti Negativi nei reparti

Buone notizie, intanto, dai reparti del Sant’Anna di Medicina d’Urgenza, Ortopedia e Degenza Neurologica: reparti non Covid dell’ospedale ferrarese in cui sono transitati i tre ricoverati trovati positivi nei giorni scorsi.

Alla prova dei tamponi, eseguiti in quei giorni dopo la scoperta delle varie positività nei reparti, nessun altro paziente è risultato contagiato e comunque l’ospedale Sant’Anna ha deciso di effettuare il test sierologico a tutti gli operatori sanitari dei tre reparti: chi dovesse aver sviluppato gli anticorpi farà subito il tampone, tutti gli altri la prossima settimana.

Il bollettino

Sul fronte dei dati resi noti nel bollettino quotidiano dalle autorità sanitarie, si registrano tre nuovi casi positivi di contagio in tutto il Ferrarese: a Ferrara, Cento e Vigarano Mainarda. Mentre i nuovi ricoveri in ospedale nelle ultime 24 in provincia di Ferrara sono saliti a 19: di questi però solo un caso è confermato Covid-19 trasferito all’ospedale del Delta. Gli altri sono tutti sospetti: 2 all’ospedale del Delta, 5 a Cona, mentre altri 5 pazienti sospetti a Cento e 6 ad Argenta.

Tamponi in attesa

Sul fronte dei tamponi, oltre quelli eseguiti su tutti i pazienti dei reparti No Covid del S. Anna coinvolti nei casi positivi di reperti, il risultato dei tre nuovi contagiati è il frutto degli esami di tamponi eseguiti su 49 persone, 46 negative. Mentre quelli ancora in attesa di esito sono 91. Le persone entrate in isolamento domiciliare dopo contattai con persone contagiate sono 20, quelle sotto sorveglianza telefonica 10 e le persone uscite sia dall’isolamento sia dalla sorveglianza sono 21.

Dimissioni per un 49enne

Da registrare come buona notizia quella delle dimissioni di un uomo di 49 anni, di Ferrara – altro segnale sul virus che colpisce ad ogni età –, unico dimesso nelle ultime 24 ore, mentre dall’inizio dell’emergenza, le persone dimesse e guarite da Cona sono state 186, quelle dall’ospedale del Delta 93.

Ultima buona notizia dal Bolognese: riapre oggi il reparto di Medicina dell’ospedale di Budrio, nel Bolognese, dove nei primi giorni di maggio si era sviluppato un focolaio Covid-19. Si tratta di struttura sanitaria che ha ricoverato diversi argentani (una anziana era morta qui), provenienti dalla casa di riposo di Vedrana con ospiti provenienti dai comuni e paesi limitrofi, appunto dall’Argentano. –

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