La Nuova Ferrara

Ferrara

I Lidi forzano: weekend con i Bagni o nulla

Fantinuoli: «Senza stabilimenti non possiamo garantire il distanziamento, piuttosto chiudiamo anche le spiagge libere»

3 MINUTI DI LETTURA





«Non posso garantire la sicurezza in spiaggia e nel prossimo fine settimana è previsto l’arrivo sui Lidi di Comacchio di centinaia di persone dalle città. A questo punto o la Regione autorizza i Bagni ad aprire oppure sarò costretto a chiudere l’accesso al mare». Che si tratti di una provocazione o meno, il sindaco Denis Fantinuoli alza la voce e minaccia provvedimenti drastici.

richiesta d’aiuto

«Se gli stabilimenti fossero aperti il flusso di persone si potrebbe meglio controllare. In caso contrario non abbiamo le forze per pattugliare tutto il litorale. Abbiamo sempre aperto per Pasqua, la gente a fine maggio e dopo quello che è successo ha voglia di svagarsi e i nostri numeri non ci permettono controlli così importanti, tenendo conto anche del fatto che il servizio di salvataggio non c’è e già da lunedì c’è chi viene a fare il bagno in mare, anche se non c’è ancora nemmeno l’ordinanza sulla balneazione».

La spiaggia, ufficialmente, apre il 25 anche se tutti sul nostro litorale erano già pronti lunedì scorso. Sul perché si sia creato un tale caos non è ancora molto chiaro. Una comunicazione molto probabilmente non corretta che ha portato gli stabilimenti ad assumere il personale già dal 18 maggio e a comprare generi alimentari per far partire bar e ristoranti, per poi arrivare la sera prima a ricevere indicazioni sulla non riapertura. «Una forzatura, una imprudenza fatto sta che adesso dobbiamo gestirla noi come amministrazione e l’unica strada è chiudere tutto», ribadisce Fantinuoli.

pugni sul tavolo

Cresce il malcontento tra gli operatori. «Ho dovuto a malincuore annullare prenotazioni di clienti da Altedo, da Ferrara e da altri paesi», è l’amaro sfogo di Massimiliano Carli, titolare del bagno Virna del Lido di Spina. Sabbia setacciata, pali ben distanziati sui quali dovevano essere fissati gli ombrelloni, vero simbolo dell’attesa fine del lockdown, ma ogni decisione, è rimasta congelata.

Stiamo cercando di sensibilizzare, attraverso il consigliere regionale Marco Fabbri, – prosegue Max Carli– che la nostra spiaggia ha peculiarità diverse da quella romagnola, con ampi spazi e ormai zero contagi. Se Rimini ha attraversato un lungo periodo da zona rossa, perché dobbiamo rimetterci tutti, quando qui siamo ormai pronti da settimane a ripartire con tutti i protocolli in sicurezza?».

mancato guadagno

L’esamina di Carli va oltre, basandosi anche sui mancati introiti dei ponti festivi saltati, incassi che avrebbero dovuto aggirarsi attorno ai 5mila euro per ogni fine settimana. «Per sabato e domenica si prevedono temperature sino a 28 gradi – esclama Carli –; c’è tanta gente che ci telefona per sentire se almeno siamo aperti con la ristorazione, ma questo ci procura un danno economico incalcolabile».

Sulla questione interviene anche Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano, nonché funzionario provinciale di Confesercenti. « I consiglieri regionali Fabbri e Zappaterra hanno avviato una richiesta alla Regione, per chiarire che bar e ristorante del Bagno possono già aprire, lasciando l’ombreggio al 25 maggio. È una soluzione». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google