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Un piano per il rientro Il Castello ancora chiuso si affida a “Sigfrida”

Un piano per il rientro Il Castello ancora chiuso si affida a “Sigfrida”

Uno studio per aprire in sicurezza Già ieri qualche turista voleva entrare

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Un piano di rientro per far riaprire il percorso museale del Castello Estense in condizioni di massima sicurezza, rispettando le direttive imposte dai decreti in materia di emergenza sanitaria. È quello che è stato affidato dall’amministrazione comunale alla società “Sigfrida” di Ferrara, che ha preparato delle strategie in vista della prossima apertura del monumento più frequentato dalla città.

Percorsi in sicurezza dalla biglietteria d’ingresso all’uscita, calcolando gli spazi e gli accessi.

Monumento simbolo

Sono stati nel corso del 2019 circa 200mila i visitatori che sono entrati nel percorso museale del Castello ammirando un monumento che racchiude tanta storia e arte. Purtroppo dopo la timida riapertura della prima decade di marzo è da febbraio scorso che il Castello è chiuso al pubblico e la mostra su Previati inaugurata il 7 febbraio scorso dal presidente della regione Stefano Bonaccini e dal sindaco Alan Fabbri ha avuto pochissime settimane di gestazione ma è ancora intatta e nelle intenzioni di Ferrara Arte che l’ha curata dovrebbe allungarsi temporalmente sino alla fine dell’anno e forse anche oltre.

Ritardo nell’apertura

Il Castello, che doveva riaprire secondo i piani il 18 maggio insieme alla gran parte dei musei civici, resta ancora chiuso e probabilmente bisognerà attendere giugno prima di vedere spalancate le porte del Sala degli Stemmi e di passeggiare per i corridoi allestiti con i famosi e ingegnosi specchi di Gae Aulenti. Tutto è ancora fermo dentro il Castello e anche ieri a parte qualche dipendente della Provincia, le sale erano chiuse, le tende abbassate nel piano nobile e non si poteva accedere nemmeno alla caffetteria per bere un espresso. Sembra che il tempo si sia fermato, si respira aria ancora da pieno lockdown. Risulta chiusa anche la porta dell’ufficio Iat, lo sportello per le informazioni inaugurato la scorsa estate da ben sette assessori comunali (probabilmente record mondiale). E dire che qualche anziano turista venuto dalla Romagna per una gita in giornata, in un cortile del Castello a prova di assembramento per la sua capienza, chiedeva informazioni sulle visite e avrebbe fatto volentieri una capatina anche in cima alla Torre dei Leoni in quel posto magico dove si ammira Ferrara a 360 gradi da un osservatorio privilegiato a quaranta metri da terra. Quest’ultima ascesa onestamente sembra un po’ ardita vista la ristretta superficie della scala, per chi sale e chi scende, che al momento cozza ancora con le norme del distanziamento di almeno un metro.

Ferrara senza il suo Castello è più vuota. La speranza è di rivederlo aperto al più presto. —

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